È morto Angelo Marotta, il 63enne siciliano diventato famoso grazie alla sua partecipazione al programma Tu sì que vales di Canale 5. L’uomo è rimasto coinvolto in un incidente stradale a Vittoria, nel Ragusano, intorno alle 6 del mattino di domenica 3 aprile.

Angelo Marotta muore in un incidente stradale

Marotta ha perso la vita in un incidente stradale che si è verificato a Vittoria nelle prime ore del giorno. Secondo quanto ricostruito, l’uomo proveniva da Scoglitti. Stava transitando lungo la via Garibaldi, quando avrebbe perso il controllo della sua auto, scontrandosi contro una vettura in sosta.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Polizia Municipale, che hanno provveduto ad effettuare tutti i rilievi necessari a chiarire l’esatta dinamica dell’incidente. Al momento non si esclude l’ipotesi di un malore o di un colpo di sonno, proprio poco prima dell’impatto. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, presso l’obitorio del cimitero di Vittoria.

La partecipazione a Tu sì que vales

Angelo Marotta svolgeva alcuni lavoretti nel campo dell’edilizia. Aveva partecipato al programma di Canale 5 Tu sì que vales nella puntata del 30 ottobre del 2021. In quell’occasione, appena entrato in studio, aveva subito catturato l’attenzione dei giudici, sbottonandosi la camicia.

Si era dunque presentato, con queste parole: «Sono un ballerino, mi chiamo Angelo e vengo da Vittoria». Dopo un piccolo siparietto con i giudici, che hanno fatto finta di fraintendere ciò che diceva, Angelo ha spiegato che si sarebbe esibito in una coreografia sulle note del brando dance “Baby Baby” di Corona.

Si era scatenato, tra passi di danza, capriole e spaccate. Gerry Scotti, rimasto stupito dalla sua inusuale performance, lo aveva subito accolto tra i suoi. Anche il pubblico era rimasto davvero folgorato dalla simpatia di Angelo Marotta.

Con la sua prima esibizione a Tu sì que vales, si era guadagnato l’81% dei voti del pubblico, passando di diritto alla fase successiva. Scotti aveva commentato con entusiasmo: «Lo rivedremo in finale».

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