William Shakespeare siciliano? L’argomento continua ad animare numerosi dibattiti. La probabile origine messinese del noto scrittore sarebbe supportata da una serie di considerazioni, prima tra tutte l’ottima conoscenza della lingua italiana e del territorio italiano.

Nel 1927 un giornalista romano, Santi Paladino, in uno suo articolo intitolato “Il grande tragico Shakespeare sarebbe italiano”, sostenne che Shakespeare era in realtà Florio (o meglio Michelangelo o Michel Agnolo, figlio di Giovanni Florio e di Guglielmina Scrollalanza).

La sua tesi si basa sul ritrovamento di un volumetto del calvinista Michelangelo Florio che conteneva numerosi proverbi che si ritrovano tutti anche nell’Amleto. Il cognome sarebbe proprio un adattamento di quello “Scrollalnza” (shake=scrolla e spear=lancia).

William Shakespeare siciliano, ecco perché

Florio sarebbe fuggito con la famiglia, a causa dell’Inquisizione siciliana, vivendo per un certo periodo a Venezia e poi in Inghilterra. Le ipotesi sembrano essere avvalorate dalle ambientazioni italiane delle opere shakespeariane.

Tra queste, alcune vedono protagoniste Messina (Troppo rumore per nulla), Venezia (Otello) e Verona (Romeo e Giulietta). In tutte le descrizioni sono molto precise. Da molto tempo si vocifera su una possibile parentela, nonché una collaborazione nella stesura di importanti opere, con un altro importante drammaturgo inglese dell’epoca, John Florio.

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