Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui!
UNISCITI

C’è un sentiero di due chilometri che sale tra timo, cardi e violette selvatiche fino a un castello aragonese sospeso a 314 metri sul mare. Per mesi, quel sentiero è stato percorso ogni giorno da una delle troupe più blindate di Hollywood. In cima, Christopher Nolan ha trovato quello che cercava da tempo: un luogo capace di far dimenticare tremila anni e restituire, intatta, l’Itaca di Omero. Il regista premio Oscar per Oppenheimer ha scelto Favignana come reggia di Ulisse per il suo kolossal The Odyssey (in Italia Odissea), 250 milioni di dollari di budget e 610 chilometri di pellicola IMAX. Ecco tutti i luoghi, i ristoranti e le storie che hanno reso l’isola delle Egadi il vero cuore pulsante del film.

Il castello di Santa Caterina, la reggia di Ulisse

Il maniero che sovrasta il porto di Favignana è diventato nel film la dimora dell’eroe omerico. Le riprese sull’isola si sono svolte tra febbraio e l’autunno del 2025 (con tappe anche in Marocco, Grecia, Regno Unito ed Eolie), e proprio quella salita verso il castello, con vista sull’intero arcipelago e sulla costa di Trapani, ha fatto esclamare a Nolan che sembrava proprio Itaca.

L’Ex Stabilimento Florio, il quartier generale della produzione

Il capolavoro di archeologia industriale delle Tonnare, con i suoi archi gotici e i saloni che ricordano cattedrali romaniche, è stato il blindatissimo quartier generale della troupe. Oggi è un museo dedicato alla storia della pesca al tonno, linfa vitale dell’economia isolana fino a vent’anni fa, e ospita anche un centro di primo soccorso per le tartarughe marine: un luogo che unisce memoria industriale e identità marinara dell’isola.

Cala Rossa, cala Pirreca e il Bue Marino: il set naturale di Ulisse

Il mare di Favignana non è quello “color del vino” descritto da Omero, ma un turchese cristallino che ha comunque conquistato Nolan per il suo aspetto selvaggio e incontaminato. A Cala Rossa, lo spot marino più famoso dell’isola per il contrasto tra rocce tufacee e acqua turchese, è stato allestito il set per la partenza di Telemaco verso Sparta e Pylo, alla ricerca di notizie del padre. Nella cala del Bue Marino, una cava di tufo che ricorda l’ingresso a un tempio antico, Ulisse incontra finalmente la dea Atena al suo arrivo a Itaca. A cala Pirreca, vicino all’isolotto del Previto dove nidificano i gabbiani, sono state girate alcune scene navali.

Camparia e i ristoranti dell’isola, dove il cast si è fermato a cena

Accanto all’ex tonnara sorge Camparia, ex magazzino di rimessaggio oggi trasformato in museo delle imbarcazioni dei tonnaroti, con enoteca e ristorante a filo d’acqua: qui si sono fermati Anne Hathaway (Penelope) e Zendaya (Atena), insieme a Tom Holland. Il cast ha frequentato anche altri indirizzi dell’isola, dal ristorante di pesce dove Matt Damon ordinava la carbonara di mare fino al locale dove lo stesso Nolan è tornato più volte per il crudo di pesce e gli spaghetti con i ricci.

Il Giardino dell’Impossibile e le cave sotterranee

Tra le circa 200 cave di calcarenite dell’isola, un tempo terza fonte economica dopo pesca e agricoltura, si trova il Giardino dell’Impossibile: un percorso ipogeo di 40mila metri quadrati tra rarità botaniche e grotte di escavazione. Nolan lo aveva scelto per alcune scene, salvo scoprire che diverse piante presenti non esistevano ai tempi di Omero, essendo arrivate in Sicilia solo dopo le grandi esplorazioni geografiche. In un’altra cava profonda 12 metri, dove non filtra alcun rumore se non il richiamo dei gabbiani, sorge invece un hotel di design che ha ospitato stuntman e controfigure impegnati nelle scene più fisiche del film.

Un’eredità che resta sull’isola

Dopo Favignana, la produzione si è spostata sulle Eolie, tra Lipari, Vulcano e l’isolotto di Basiluzzo, per dare vita al regno di Eolo e all’incontro con le sirene. Le riprese lasciano in eredità una nuova mappa di luoghi da scoprire: ogni cala, ogni ristorante, ogni sentiero percorso dal cast racconta oggi un pezzo di questa Odissea siciliana, pronta ad accogliere i visitatori con lo stesso spirito di ospitalità, la xenia, che secondo lo stesso Nolan attraversa l’intero poema.