Soltanto in Sicilia esiste un Giardino dell’Impossibile. Facciamo tappa a Favignana, per scoprire un luogo unico nel suo genere, una testimonianza di come la tenacia dei siciliani sia in grado di dare i suoi frutti. Favignana non ha certo bisogno di presentazioni: è un’isola meravigliosa, caratterizzata, tra le altre cose, anche dalle cave di tufo, dette “pirrere”. Il legame tra uomo e terra, in Sicilia, è molto forte.

Anche se le cave di Favignana sono inattive, sono parte integrante dei luoghi, delle costruzioni e dei giardini. Il loro recupero è importante, poiché carico di storia. Nel 2001 è iniziato un intervento di bonifica delle cave di Villa Margherita, fortemente voluto da Maria Gabriella Campo. “Se avessi dato ascolto a tutte quelle persone che mi diedero questo consiglio, oggi non si parlerebbe di Villa Margherita e dei suoi Giardini Ipogei”, spiega. Ed ecco quel nome, Giardino dell’Impossibile: tutti pensavano che nulla avrebbe attecchito in questi spazi.

Come è nato il Giardino dell’Impossibile

Nel corso dei lavori di bonifica sono venuti fuori molti scorsi suggestivi, una evidente testimonianza del lavoro dei “pirriaturi” e dei sistemi di taglio nelle diverse epoche estrattive. Oltre alla grande cava a cielo aperto, risalente agli anni Cinquanta-Sessanta, sono molto interessanti quelle risalenti al Settecento e Ottocento. Il 14 dicembre del 2010 i Giardini Ipogei di Villa Margherita sono diventati parte del Libro delle Espressioni del R.E.I.L. Isole Egadi, perché rappresentato un’alta espressione del patrimonio culturale dell’umanità.

Maria Gabriella Campo è stata in grado di dialogare con la natura difficile di Favignana, facendo attecchire diversi tipi di piante in una terra poco fertile, che costituisce oggi il nucleo principale del parco dell’odierna Villa Margherita. A ispirare il nome Giardino dell’Impossibile furono proprio i detrattori. È stato realizzato un giardino selvatico, un parco dove vivere, pensare e sognare. Originariamente non è stato pensato per essere mostrato, ma la presenza dell’attività di ricezione turistica, dislocata al suo interno, ha creato un flusso di visitatori curiosi della natura.

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