C’è un piccolo abitante del mare che, per farsi notare, ha aspettato che le cose tornassero come si deve. E a Lipari, tra le acque cristalline delle Eolie, le cose sembrano essere tornate come si deve: nelle praterie di Posidonia oceanica a poca distanza dalla costa è stato avvistato l’Hippocampus guttulatus, il cavalluccio marino dal muso lungo, una delle specie più rare ed elusive di tutto il Mediterraneo. Un incontro che sa quasi di fiaba, ma che è in realtà un bollettino di salute per il nostro mare, e non uno qualsiasi: uno dei più incoraggianti degli ultimi anni.
A raccontarlo è il Corriere della Sera, che ha raccolto la testimonianza di Monica Blasi, biologa marina e presidente di Filicudi Wildlife Conservation, l’associazione che da anni studia e tutela le risorse marine dell’arcipelago eoliano. «Si tratta di un raro ritrovamento che ha una fondamentale importanza nell’indicare la qualità della salute del nostro mare», spiega la biologa.
Il protagonista di questa storia, l’Hippocampus guttulatus, non è un cavalluccio marino come gli altri. Si riconosce a colpo d’occhio per il muso allungato e per le numerose escrescenze e filamenti cutanei che gli ricoprono testa e dorso, quasi una criniera che lo rende unico tra le due specie presenti nel Mediterraneo. Come tutti i membri del suo genere, non ha pinne caudali: si sposta lentamente e si ancora alla vegetazione con una coda prensile, mimetizzandosi tra le alghe grazie a una livrea che può virare dal verde scuro al marrone, fino a sfumature di giallo, arancione o rosso, punteggiata da piccole macchie chiare.
Ma la particolarità più sorprendente riguarda la sua riproduzione. «Durante il corteggiamento – racconta Monica Blasi – la femmina di cavalluccio marino depone le uova all’interno di una speciale sacca incubatrice situata sul ventre del maschio. Sarà quest’ultimo a fecondarle, proteggerle e a partorire i piccoli una volta completato lo sviluppo». Un ruolo paterno che in natura ha pochi eguali, e che rende ogni avvistamento di questa specie ancora più preziosa da osservare e proteggere. L’Hippocampus guttulatus vive infatti nella zona infralitorale, su alghe, rocce e soprattutto sulle praterie di Posidonia oceanica e Zoostera, anche in ambienti di laguna. Le immagini dell’avvistamento eoliano sono state riprese in un video pubblicato dal Notiziario Isole Eolie.
Perché il cavalluccio marino sceglie proprio le acque di Lipari? La risposta, secondo la biologa, è tutta in un nome: Posidonia oceanica. Questa pianta marina, spesso scambiata per una semplice alga, è in realtà uno degli ecosistemi più importanti e fragili del Mediterraneo: produce ossigeno, ospita un’enorme biodiversità e protegge i fondali. Il ripristino e la tutela di queste praterie sottomarine, spiega Blasi, sono stati determinanti per il ritorno di diversi esemplari di cavalluccio marino nelle acque dell’arcipelago.
Un successo, però, che convive con una minaccia concreta: il turismo di massa estivo. «Laddove è presente un’area marina protetta, l’ancoraggio e la pesca sono vietati nelle zone di praterie di Posidonia oceanica – spiega ancora la biologa –. Da noi, visto che un’area marina non è ancora istituita, si può fare ben poco a livello di ordinanze locali, sebbene molte praterie siano all’interno di parchi archeologici sottomarini o in prossimità di aree interessate da ordinanze che potrebbero essere adottate per proteggere anche il mare». Nell’attesa di regole più chiare, secondo Monica Blasi dovrebbe bastare il buon senso: «Limitiamo l’ancoraggio sulla sabbia e sulla Posidonia e teniamo un occhio vigile sulla sua presenza e su nuovi avvistamenti, che potrebbero avvalorare l’ipotesi che questa specie iconica e così importante dal punto di vista conservazionistico si stia riprendendo».
Una vicenda che, tra le acque turchesi di Lipari, racconta molto più di un semplice avvistamento: è la prova che, quando la natura viene rispettata, sa ancora regalarci sorprese straordinarie.
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