Ci sono un banco, una maestra e un’unica alunna che aspetta il primo giorno di scuola come se fosse il giorno più importante dell’anno. Perché, in un certo senso, lo è: quella di Aysha, sei anni, non è una classe come le altre. È la scuola più piccola d’Europa, e si trova in Sicilia, incastonata tra le case bianche di Ginostra, sul fianco di uno dei vulcani più attivi del pianeta.
Ginostra è una frazione di Stromboli, la più remota delle isole Eolie: non ha strade carrabili, non ha un porto vero e proprio, e si raggiunge solo via mare, quando il tempo lo permette. Qui la chiamano “l’isola nell’isola“, perché anche quando il mare è cattivo e i traghetti vengono cancellati, per i suoi abitanti non esiste altra via che aspettare. In inverno, a Ginostra vivono appena una quarantina di persone; d’estate il paese si anima con i turisti, ma resta comunque un luogo sospeso nel tempo, dove i rumori del quotidiano si mescolano al respiro del vulcano.
La storia della scuola
Vent’anni fa, quando l’ultimo bambino in età scolare lasciò il paese, la scuola di Ginostra chiuse i battenti. Da allora chi cresceva qui doveva imbarcarsi ogni giorno verso Lipari, l’isola maggiore dell’arcipelago, sperando che il mare fosse clemente. Per Monica Abbate, siciliana, e Raffa Bazine, di origini tunisine, questa non poteva essere la soluzione per la piccola Aysha. Così hanno chiesto alle autorità di riaprire l’aula chiusa da due decenni, spiegando che l’isolamento di Ginostra rende la scuola non un privilegio, ma una necessità.
“Amiamo questo piccolo paradiso, la natura, il mare, persino il vulcano che sovrasta le nostre case. Non vogliamo doverlo lasciare”, ha raccontato Raffa Bazine all’agenzia ANSA. I genitori di Aysha non sembrano preoccupati per la mancanza di compagni di classe: “Trascorre il tempo con i coetanei che restano qui per mesi, e ha imparato qualche parola di tedesco dai figli dei vicini che vengono in vacanza a Ginostra. È una bambina felice“, raccontano.
Il 10 settembre 2026 la nuova scuola aprirà ufficialmente le porte in un edificio di proprietà della parrocchia locale: un’unica aula, per un’unica alunna. Il sindaco Riccardo Gullo l’ha definita “un segno di solidarietà per questa comunità isolata”, ricordando che l’istruzione dovrebbe essere “un diritto fondamentale”, anche per chi vive nei luoghi più remoti d’Italia. Sulla stessa linea don Nino Pirrotta, il parroco che ha messo a disposizione i locali: “Le scuole non sono soltanto un luogo di apprendimento, sono un punto di riferimento per la comunità“.
Stromboli sulla stampa internazionale
Quella di Ginostra non è, in assoluto, l’unica scuola al mondo con un solo alunno: casi simili sono stati registrati in Scozia, nello Yorkshire del Nord e persino tra le montagne del Wyoming. Ma la vicenda della piccola scuola siciliana ha conquistato l’attenzione internazionale. A raccontarla, oltre ad ANSA e Sky TG24, è stato anche il quotidiano britannico The Telegraph, che ha dedicato un lungo reportage firmato da Nick Squires alla riapertura di Ginostra, presentandola ai lettori di tutto il mondo come una storia di resilienza e di attaccamento alla propria terra, ai confini estremi d’Europa.
Non è la prima volta che Stromboli conquista i riflettori internazionali. Il vulcano, tra i più attivi d’Europa, con le sue eruzioni che regalano spettacolari colate di lava fino al mare, fu reso immortale nel 1950 dal film “Stromboli” di Roberto Rossellini, con Ingrid Bergman. Solo pochi mesi fa, l’isola è stata scelta come set per un nuovo film con Mick Jagger, Dakota Johnson e Josh O’Connor, tratto dal romanzo illustrato “Three Incestuous Sisters” della scrittrice americana Audrey Niffenegger.
Ma stavolta, a far parlare del piccolo angolo di Sicilia sospeso tra mare e vulcano, non sono le star del cinema: è una bambina di sei anni che, il 10 settembre, si siederà nel suo banco e inizierà la sua prima giornata di scuola.
