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C’è chi prima di comprare una casa la visita più volte, ne studia ogni angolo, ne misura la luce stanza per stanza. E poi c’è chi firma un rogito per una cittadina che non ha mai visto di persona, fidandosi solo dei racconti di famiglia e di qualche fotografia. È quello che hanno fatto Camellia Phillips e suo marito Marco Rafalà che, cinque anni fa, hanno deciso di comprare casa a Melilli, in provincia di Siracusa, senza che lei avesse mai messo piede in Sicilia. Il dubbio è arrivato solo nel maggio 2022, mentre erano finalmente in viaggio per vederla di persona per la prima volta: “E se odiassimo la casa?”

Una casa in Sicilia al posto di un viaggio

L’idea è nata da un limite molto concreto: Camellia convive da anni con un’emicrania cronica, con episodi per 15 o più giorni al mese, e uno dei fattori scatenanti più pesanti era proprio il volo aereo. Un viaggio transcontinentale la costringeva spesso a letto per una settimana intera, al punto da farle abbandonare quasi del tutto i voli, sia per lavoro che per piacere, prediligendo il treno quando possibile. Il desiderio di visitare la Sicilia, però, non era mai svanito: Marco e suo padre le raccontavano da anni di Melilli, la cittadina dove vivono molti parenti della famiglia Rafalà, con il suo dedalo di stradine acciottolate e gli scorci sul mare.

All’inizio del 2020 la coppia ha trovato quella che, sulla carta, sembrava una soluzione radicale: comprare una casa accessibile in Sicilia, gestendo tutto a distanza, per potersi permettere soggiorni frequenti e più lunghi. In questo modo, un’eventuale crisi di salute sarebbe diventata solo un contrattempo, e non il naufragio di una vacanza costosa e irripetibile.

La casa gialla nel cuore del borgo

Il piano iniziale prevedeva una casa di campagna, ma i costi di manutenzione del terreno e il rischio di incendi estivi hanno spinto la coppia a cambiare rotta. Con l’aiuto di una coppia italo-britannica ingaggiata come “cacciatori di case” sul territorio, hanno passato in rassegna sette immobili prima di scegliere una casa di due camere nel centro storico di Melilli.

Nascosta in una via troppo stretta per la maggior parte delle auto, la casa gialla ha conquistato Camellia e Marco con una terrazza panoramica sul tetto grande quanto il loro appartamento monolocale di Brooklyn. Alle spalle, un terreno non coltivato con giardini terrazzati, ulivi dalle foglie argentate, alberi di arance e limoni. Il prezzo: 57mila euro, circa 65mila dollari, più le spese di chiusura.

Niente cucina, ma tutto il resto sì

La casa era abitabile ma non arredata, e come capita spesso in Italia, era priva di cucina. Il timore della spesa aggiuntiva si è però rivelato infondato: l’agente immobiliare locale ha aiutato la coppia a ordinarne una. A differenza degli Stati Uniti, in Italia le cucine si acquistano spesso come un blocco unico, comprensivo di mobili, piani di lavoro ed elettrodomestici, che arriva in scatole e viene montato in poche ore. Il costo totale: meno di 1.500 dollari.

Un affare secondo gli standard americani, ma non privo di rischi: nel mercato immobiliare siciliano gli immobili possono restare invenduti per anni, e in caso di ripensamento rivenderla in fretta non sarebbe stato affatto scontato.

Il primo soggiorno che ha cambiato tutto

Dopo vent’anni in appartamenti newyorchesi, la casa a Melilli è sembrata un palazzo: stanze luminose, soffitti alti, il sole che ogni mattina entrava dalle finestre esposte a sud-est. Dal tetto, la vista spazia fino al mare Mediterraneo e all’Etna.

È bastato un soggiorno per far innamorare la coppia del ritmo di vita del borgo: le chiacchiere improvvisate con i vicini, i prodotti locali, i siti archeologici e culturali a portata di mano. Tornati a Brooklyn dopo due mesi, marito e moglie hanno capito subito che quella non era più casa loro. Casa, ormai, era la casa gialla in Sicilia.

Il trasferimento definitivo

Ci è voluto un altro anno per organizzare il trasferimento a tempo pieno. Marco, già cittadino italiano grazie al padre siciliano, non aveva bisogno di visti; per Camellia, invece, è stato necessario predisporre tutta la pratica di immigrazione e ripensare da capo il proprio lavoro. Dopo vent’anni nel fundraising per il no profit, ha lasciato quella carriera per avviare un’attività di consulenza, iscrivendosi al servizio sanitario nazionale e sfruttando le agevolazioni fiscali per i lavoratori autonomi, che le permettono oggi di lavorare part-time invece che a tempo pieno.

Chi sono Camellia Phillips e Marco Rafalà

Dietro questa storia ci sono due autori con percorsi letterari già affermati. Marco Rafalà è uno scrittore italoamericano di prima generazione, autore anche per giochi di ruolo da tavolo. Ha conseguito un MFA in Fiction alla The New School e co-cura la Guerrilla Lit Reading Series a New York. Nato a Middletown, in Connecticut, vive oggi tra Brooklyn e Melilli. I suoi testi, narrativi e non, sono apparsi su Bellevue Literary Review, Literary Hub e Italian America magazine. Il suo romanzo d’esordio, How Fires End, è stato finalista e menzione d’onore ai Connecticut Book Awards 2020 e ha vinto l’Italian American Studies Association Book Award 2021.

Camellia Phillips, autrice del racconto pubblicato da Business Insider, ha visto il suo manoscritto per ragazzi Rat, Jack, and the Impossible Job vincere la prima edizione dello Scribbler Manuscript Contest e il Pacific Northwest Writers Association Literary Contest 2021. Ha conseguito un MFA alla The New School e fa parte dei collettivi di scrittori per il pubblico middle grade OhMGs e MGnesium. È inoltre da anni grant writer e leader in organizzazioni per la giustizia sociale, ed è stata selezionata come 92Y Women inPower Fellow 2019, programma dedicato alle leader emergenti di New York. Originaria dello stato di Washington, oggi risiede tra Brooklyn e Melilli.

Quella che sembrava una scommessa azzardata si è rivelata, alla fine, anche una scelta finanziariamente vantaggiosa: oggi la coppia trascorre in Italia più tempo di quanto avesse mai osato immaginare.