Ernesto Fazzalari, 46 anni, è stato arrestato nelle prime ore di ieri, domenica 26 giugno. Il boss ha una condanna all'ergastolo per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione illegale di armi e altro ancora. L'uomo è il secondo ricercato per importanza e pericolosità dopo Matteo Messina Denaro (per i cui fiancheggiatori le condanne sono diventate definitive).

Fazzalari, latitante da 20 anni, è stato bloccato a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, all'interno di un'abitazione in un complesso di caseggiati a ridosso di un'impervia area aspromontana. A individuarlo sono stati i carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Reggio Calabria, con la collaborazione del Gruppo Intervento Speciale (Gis) e dello Squadrone Cacciatori Calabria. L'arresto è stato portato a termine a conclusione di un'articolata attività d'indagine coordinata dalla Dda di Reggio Calabria.

Ernesto Fazzalari non ha opposto resistenza e subito dopo l'irruzione dei militari ha fornito le proprie generalità lasciandosi ammanettare. Nel corso della successiva perquisizione i carabinieri hanno trovato una pistola, con relativo munizionamento, che il latitante non ha avuto il tempo di utilizzare. Nella casa, insieme al latitante, era presente anche una donna di 41 anni che è stata arrestata con l'accusa di procurata inosservanza di pena e concorso in detenzione di arma comune da sparo e ricettazione. Nella casa è stato trovato anche altro materiale ritenuto d'interesse e che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.

"Preso nella notte dai carabinieri il boss della 'ndrangheta Fazzalari. Grazie a giudici e forze dell'ordine. Viva l'Italia!#buonadomenica": il primo ad annunciarlo è stato il premier Matteo Renzi con un messaggio su Twitter. "Continuiamo a combattere la criminalità ovunque, palmo a palmo, casolare per casolare", scrive su Facebook il presidente del Consiglio. "Una bellissima domenica! Questa notte i Carabinieri hanno arrestato in Aspromonte Ernesto Fazzalari, ricercato da vent'anni, considerato il secondo latitante più pericoloso d'Europa e il più feroce capo della ndrangheta. Un'operazione molto difficile resa possibile dalla professionalità e della dedizione delle forze dell'ordine e dei magistrati. Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che servono lo Stato e a nome di tutti gli italiani ho chiamato il Comandante Del Sette e il Procuratore Capo di Reggio Calabria Cafiero de Raho per esprimere loro la nostra gratitudine più affettuosa. Grazie davvero dal profondo del cuore! Viva l'Italia!", afferma Renzi.