01Fanpage http://goo.gl/PnEgmx Museo Salinas


Testimonianza tangibile della fusione culturale di due popoli e di due civiltà è questa un’opera di eccellente fattura che in una materia tipicamente etrusca reca una decorazione a rilievo con soggetti tratti dal mondo greco.
Sull’oinochoe (brocca per versare il vino) realizzata in bucchero, caratteristica ceramica etrusca di colore nero, si ripete il motivo, assai comune nell’iconografia greca con valore apotropaico (di allontanare il male), della Gorgone, personaggio mitologico dall’aspetto terrificante, con ali d'oro, mani di bronzo, capelli a forma di serpenti, che pietrificava chiunque ne incrociasse lo sguardo, riprodotto sia sotto forma di maschera (su bocca, manico e collo) sia a figura intera (sul corpo).
Uno dei due episodi mitologici raffigurati sul corpo del vaso fra due guerrieri armati di elmo, corazza e due lance, è infatti la decapitazione di Medusa, una delle tre Gorgoni e loro regina, da parte di Perseo assistito dalla dea Atena: Medea è in fuga, Perseo volge la testa per non guardare Medusa, Atena aiuta Perseo afferrandolo per il braccio. L’altra scena rappresenta l’inseguimento di Teseo, giovane alato dai lunghi capelli, figlio del re di Atene Egeo, da parte del Minotauro, mostro dal corpo umano e testa taurina. In entrambi i casi non la lotta viene rappresentata ma il momento che la precede e si esprime il comune tema della vittoria dell’eroe sul mostro.
L’opera, di produzione chiusina, databile alla prima metà del VI sec. a.C., quasi certamente fu concepita per essere utilizzata in una cerimonia conviviale; le grandi dimensioni e la qualità della decorazione sembrano suggerire l’esaltazione dello status del proprietario. In esposizione fino al 31 gennaio 2015 alla mostra "Gli Etruschi a Palermo"; album mostrahttp://goo.gl/d7uYzJ

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