Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui!
UNISCITI

C’è un ingrediente che d’estate domina le tavole siciliane, caratterizzato da foglie a forma di cuore, una leggera peluria e un sapore unico, che sorprende per la sua delicatezza intensa. Stiamo parlando dei tenerumi (noti in siciliano anche come caddi o taddi di cucuzza), ovvero i germogli, i viticci e le foglie più giovani e tenere della Lagenaria Longissima.

Questa pianta botanica è la famosa zucchina lunga siciliana, conosciuta anche come zucchina serpente o da pergola, che può raggiungere persino il metro di lunghezza, ma che viene coltivata principalmente proprio per le sue preziose foglie.

Se un tempo questo “tesoro verde” era un segreto custodito gelosamente sull’isola, oggi non è più così. Grazie alle migrazioni interne, questa verdura ha conquistato anche il Settentrione. Oggi è facile trovarla nei mercati delle grandi città.

La ricetta perfetta: tra minestra e pastasciutta

Il modo migliore in assoluto per innamorarsi di questo ingrediente è preparare la tradizionale pasta con i tenerumi. Si tratta di una preparazione particolarissima, a metà strada tra una minestra e una pasta asciutta, che richiede l’uso di spaghetti rigorosamente spezzettati a tocchetti di circa due o tre centimetri.

Ecco come si prepara a regola d’arte:

  • La pulizia: Si lavano accuratamente sotto l’acqua corrente foglie e germogli, scartando i gambi più duri e fibrosi. Le foglie più grandi vanno tagliate a striscioline, mentre i viticci e le foglioline piccole possono essere lasciati interi.
  • La cottura: Regola d’oro: questa verdura non si consuma mai cruda. I tenerumi vanno fatti bollire in acqua salata per dieci minuti. In quella stessa acqua, divenuta ormai verde e saporita, andrà buttata e cotta la pasta.
  • Il sugo picchi pacchi: Nel frattempo, a parte, si fa restringere in padella un sughetto a base di aglio (o cipolla), olio e pomodori pelati.
  • Il tocco finale: Si scola la pasta (conservando un po’ d’acqua) e si unisce il tutto. La consistenza finale deve essere “poco brodosa”, e il piatto va completato con un bel formaggio grattugiato siciliano, pepe e un filo d’olio a crudo. Per una variante più ricca, c’è chi aggiunge in cottura anche la stessa zucchina tagliata a tocchetti.

Il “trucco” per le giornate calde

Se pensate che un piatto simile sia troppo caldo per i mesi estivi, vi sbagliate. Il vero “trucco” della tradizione palermitana consiste nel preparare questa pasta nella tarda mattinata, per poi lasciarla riposare e gustarla rigorosamente fredda a pranzo. In questo modo si trasforma in una pietanza sana e incredibilmente rinfrescante.

Infine, non buttate gli eventuali avanzi: queste foglie sono estremamente versatili. Sono eccezionali per preparare vellutate e minestre, oppure possono essere saltate in padella con olio e limone o con acciughe e peperoncino per un contorno dal sapore rustico e indimenticabile.

Articoli correlati