Autentico e storico: il Borgo di Santa Maria di Agira.

  • Il quartiere di Santa Maria è il più antico di Agira.
  • Sorge sul versante est del monte Teja e regala panorami mozzafiato.
  • Un tempo era il quartiere più popoloso: oggi conserva alcune decine di abitanti, ma è una meta turistica molto apprezzata.

Il nostro viaggio in Sicilia ci porta oggi in provincia di Enna, ad Agira. Il suo quartiere più antico è quello di Santa Maria, che attrae tanti visitatori grazie all’ambiente tranquillo e al panorama. Si trova sul versante est del monte Teja, in una prestigiosa posizione che permette di godere di una bellissima vista sull’entroterra. Il borgo di Santa Maria di Agira è, sì, piccolo ma molto affascinante. Per raggiungere il quartiere, si percorre la via Diodorea, ricca di palazzi storici. Arrivati a piazza Roma, si oltrepassa la Collegiata del SS. Salvatore, che custodisce il prezioso Aron Ha-Qodesh di Agira del 1454. Si prosegue per la zona denominata Belvedere e, da qui, si entra nel cuore dell’area.

Dal rudere dell’antica chiesa di San Nicola di Bari fino a piazza Dante, si osservano i comuni di Gagliano, Troina e Regalbuto, oltre a tante bellezze naturali. Nel quartiere di Santa Maria troviamo la chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al XII secolo. Grazie a questo edificio si sviluppò l’antico borgo: fu la prima e più antica parrocchia di Agira. L’interno è a due navate con colonne circolari e capitelli preromanici, sormontati da archi a sesto acuto. Fu edificata in epoca normanna, sui ruderi di un edificio religioso pagano. All’interno vi sono opere interessanti, come una tela dell’Addolorata, attribuita a Pietro Novelli e una statua della Vergine attribuita al Gagini.

Percorrendo una stradina che costeggia la chiesa, si arriva al santuario della Madonna della Quiete. Si narra che qui, alla fine dell’Ottocento, un pastore trovò un quadro della Madonna e fece costruire una piccola chiesetta. Risalendo la via Quieto si scoprono tante casette ecosostenibili, diventate un albergo diffuso. Nel borgo di Santa Maria di Agira si trova anche l’Ecomuseo di Cultura Materiale “Sac. Silvestro Nasca”, un museo entoantropologico nato nel 2009. Fuori dal museo si trova il cimitero di guerra canadese di Agira (dove riposano 490 soldati canadesi morti durante l’operazione HuskY). Risalendo verso piazza Dante si prosegue per il Castello di Agira, costeggiando una strada panoramica che raggiunge la chiesa di Sant’Antonio Abate.

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