Vedere un tramonto alle saline è un’esperienza che bisogna fare almeno una volta nella vita. Le saline di Marsala (Trapani) offrono un paesaggio naturale straordinario che, al calar del sole, assume colori e contorni difficili da eguagliare. Mentre il sole scende, lo sguardo arriva fino all’orizzonte e si perde mentre mare e cielo si fondono. Ci sono le sagome dei mulini a vento, i riflessi cangianti sulle vasche delle saline, le piccole montagnette di sale e, a seconda dei periodi dell’anno, anche i fenicotteri.

Basta fermarsi lungo la costa per ammirare questo spettacolo della natura, un piacere per gli occhi e per lo spirito che offre colori caldi e intensi. La Riserva della laguna dello Stagnone di Marsala conserva il fascino della tradizione e mantiene viva l’antica via del sale. Di giorno si vede nitidamente il bianco abbacinante dei cumuli di salgemma con lo sfondo del blu intenso del mare. Al calare della sera, la scena è tutta per il tramonto, che lascia il posto all’oscurità.

Tramonto alle Saline - Foto Giusi Angileri

Tramonto alle Saline – Foto Giusi Angileri

Marsala, città di mare e di storia

Siamo a pochissimi chilometri da Marsala: qui il mare disegna la laguna dello Stagnone, chiusa dall’abbraccio della costa siciliana. Da sempre è stato un luogo strategico. Questo lembo di terra assunse l’attuale conformazione nel XV secolo, quando gli spagnoli fecero costruire i grandi mulini adibiti al pompaggio dell’acqua e alla macinazione del sale. Proprio questa attività, da secoli, ha crea un panorama difficile da riprodurre.

In occasione di Expo 2015 questo paesaggio così singolare ha ottenuto il primo posto nella classifica speciale, redatta con il FAI Fondo Ambiente Italiano, che ha individuato il paesaggio più bello e suggestivo, declinato secondo i dettami di una produzione alimentare ecosostenibile.

Il tramonto alle Saline di Marsala è diventato una delle immagini più famose della Sicilia in tutto il mondo. È uno spettacolo che la natura ci regala quotidianamente: perderselo è davvero un peccato.

Foto di Giusi Angileri