“A Napoli, Palermo o Regio Calabria, una gambizzazione, colpi d’arma da fuoco agli arti inferiori, non farebbe nemmeno notizia. Ma ad Ostia sì…”. Comincia così un servizio andato in onda durante il Tg3 delle ore 14,20 di mercoledì 21 aprile. La frase non poteva passare inosservata e tanti si sono indignati di fronte a quell’affermazione.

Il commento di Leoluca Orlando

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha commentato: “Chiedo alla Rai di volere con estrema urgenza e a termini di legge porre rimedio al gravissimo fatto avvenuto ieri, quando un servizio del Tg3 è stato aperto dal giornalista con delle parole pesantemente denigratorie delle città di Napoli, Palermo e Reggio Calabria. Da un telegiornale della Rai non ci aspettiamo simili cadute di stile di stampo razzista, offensive anche della professionalità degli operatori dell’informazione delle tre città coinvolte. Mi aspetto dalla direzione della prestigiosa testata una pronta replica, senza la quale la città dovrà adire le vie legali e chiedere l’intervento della Commissione di vigilanza”.

Anche Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, ha condannato senza se e senza ma quanto è andato in onda: “Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Ho dovuto riascoltarlo tre volte per essere certo che non fosse uno scherzo: ‘A Napoli, Palermo o Reggio Calabria una gambizzazione non farebbe nemmeno notizia. Ad Ostia sì’. Un paragone schifoso e del tutto fuori luogo. A Reggio Calabria, quindi, un grave fatto di sangue non dovrebbe fare notizia? Come fossimo tutti un branco di trogloditi violenti e sanguinari. Peppino Impastato diceva ‘la mafia è una montagna di merda’ e aggiungo, che puzza sempre alla stessa maniera ovunque essa sia. Perché, allora, questa ignobile distinzione, con un retrogusto razzista?”.

Nella serata di ieri, dal Tg3, sono arrivate le scuse: “Ieri un nostro servizio nella edizione delle 14,20 sulla criminalità a Ostia si apriva con la affermazione: ‘Una gambizzazione a Napoli, Palermo o Reggio Calabria non farebbe notizia a Ostia invece sì’. L’intento era di descrivere la penetrazione della criminalità organizzata in tutto il paese al di là degli stereotipi e dei pregiudizi su regioni o città più o meno minacciate. L’effetto è stato purtroppo il contrario, ce ne rendiamo conto. Molti cittadini si sono sentiti offesi e per questo ci scusiamo“.

Qui potete vedere il servizio del Tg3 (dal minuto 17 in poi).

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