Calatabiano (Catania) sorge a 62 metri d’altitudine, in un territorio delimitato a nord dal corso del fiume Alcantara. La sua storia è strettamente connessa a quella del Castello, che si erge su un’altura a 160 metri d’altitudine, all’imboccatura meridionale della Valle dell’Alcantara.

Storia di Calatabiano

Il sito ha ricoperto una grande importanza strategica e militare ed è probabile che ci fosse una fortezza già in epoca greca, forse addirittura sicula. Il castello, nella sua conformazione attuale è riconducibile a una prima fortificazione sommitale di epoca bizantina.

Sotto il dominio normanno, regnando Ruggero II, nel 1135 Calatabiano fu elevata a baronia. In epoca sveva, dopo la morte di Federico II, il castello fu dato da Corrado IV a Giovanni Moro, servitore musulmano di suo padre. Dopo la morte di Corrado, Giovanni passò al fianco di Innocenzo IV mettendosi contro Manfredi di Hohenstaufen.

Tra i vari signori che si succedettero nel corso dei secoli, il periodo più fulgido nella storia di Calatabiano si ebbe con la signoria dei Cruyllas. Famiglia di origine catalana, i Cruyllas ottennero la baronia nel 1396 tenendola per circa un secolo, ingrandendo il castello ed edificando la Chiesa del Santissimo Crocifisso. Esauritasi la successione per linea maschile, questa continuò per linea femminile con il passaggio della signoria prima ai Moncada e poi ai Gravina, principi di Palagonia.

Nel 1544 si ebbe la venuta del pirata Dragut che, sbarcato sul lido di San Marco, espugnò e saccheggiò il borgo. Nel 1677, a seguito della rivolta antispagnola di Messina i francesi assediarono lungamente il castello, venendo respinti dai 150 difensori spagnoli e poi sopraffatti dai soverchianti rinforzi.

Il borgo e il castello vennero completamente abbandonati a seguito del Terremoto del Val di Noto del 1693, che danneggiò gravemente l’abitato. La popolazione si reinsediò ai piedi della collina da dove da qualche decennio insisteva già un piccolo insediamento, primo nucleo della Calatabiano moderna, che progressivamente si espanse sulla pianura.

Nel 1813 il parlamento siciliano decretò la fine del feudalesimo nell’isola, elevando nello stesso anno il territorio di Calatabiano a comune autonomo, con i confini che ha mantenuto fino ad oggi.

Cosa vedere a Calatabiano

Al di là del Castello, tappa obbligatoria, merita anche una visita il Castello Baronale di San Marco, che risale al Seicento. Vi sono anche pregevoli architetture religiose: la Chesa del Santissimo Crocifisso, la Chiesa di Gesù e Maria, la Chiesa di Maria Santissima Annunziata, la Chiesa della Madonna dell’Imperio.

Foto di Akela (Massimo Nicosia) – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento