Oggi vogliamo raccontarvi la storia della Capra Girgentana, un animale che stava scomparendo. Pensate che, in tutto il territorio siciliano, ne erano rimaste solo quattro.

Storia della Capra Girgentana

A cambiare il loro destino è stato un metalmeccanico emigrato in Germania, Giacomo Gatì, che ha deciso di tornare nella sua Sicilia. Oggi ci sono circa mille capre girgentine nel territorio dell’Agrigentino. A rendere la Capra Girgentana diversa dalle altre sono tante caratteristiche: è vivace, intelligente ed ha un aspetto subito riconoscibile.

Il suo latte è stato utilizzato da sempre solo fresco, per un consumo diretto, perché é digeribile e leggero. È dotato di un perfetto equilibrio tra grassi e proteine. A pensare alla produzione di formaggi fu proprio Gatì, che fu il primo a produrre i caprini di Girgentana.

Dopo sperimentazioni e ricerche, ha tratto un reddito dall’allevamento e, nel frattempo, è cresciuto il numero degli allevatori. I formaggi di Capra Girgentana sono per la maggior parte a latte crudo: tra questi ci sono il ficu (avvolto nelle foglie di fico), la mbriaca (che viene fatta “ubriacare” nel Nero d’Avola), il cinniri (che riposa nella cenere di mandorlo), il trubbu (stagionato nella marna calcarea) e la tuma ammucciata (sagomata nel gesso).

Alcuni dei formaggi di Capra Girgentana, inoltre, sono “magici”, perché non hanno bisogno di caglio. La ricetta, naturalmente, è un custodita gelosamente: ci si può accontentare di gustarli, giusto?