Oggi parliamo di un’altra straordinaria produzione del territorio siciliano. La Ciliegia dell’Etna non è mica come le altre. Di un colore rosso brillante, croccante all’esterno e dalla polpa compatta e dolce, si è conquistata la denominazione DOP grazie alle sue caratteristiche.

Si coltiva a seguito della preparazione dei terreni noti come “terre scatinate”, cioè il suolo che deriva dalle opere di dissodamento delle lave. La zona di coltivazione della Ciliegia dell’Etna DOP si caratterizza per i suoli su substrati di origine vulcanica. A dare il tipico colore rosso è l’insieme del suolo di origine vulcanica
e delle escursioni termiche.

Gli agricoltori del territorio etneo sono esperti e, una generazione dopo l’altra, hanno messo a punto specifiche tecniche colturali. I coltivatori ortofrutticoli tramandano nel lessico dialettale il nome di “cirasa” o “ciruegua”.

Come abbiamo anticipato, la Ciliegia dell’Etna è rossa e di pezzatura medio-grande. Dolce ma non stucchevole, ha una bassa acidità e, dunque, un sapore gradevole ed equilibrato. È disponibile sul mercato da giugno a luglio, è ricca di vitamine A e C, calcio, ferro, potassio, e di antociani che proteggono il cuore e di antiossidanti che rallentano l’invecchiamento di tessuti e cellule. Va conservata in frigorifero e consumata entro 1-2 giorni dall’acquisto.