La figura della Baronessa di Carini, Laura Lanza di Trabia, suscita un grande fascino. La sua storia (che potete leggere qui) rimane una delle più famose e tragiche di Sicilia, conclusasi con un cruento delitto. Al di là del racconto di quanto accaduto, vi è anche un mistero che avvolge la sepoltura della Baronessa. Secondo la tradizione locale, infatti, sarebbe stata tumulata nella cripta dei La Grua, sotto l’altare maggiore della chiesa madre di Carini, ma non tutti sono concordi.

Nel 2014, il grafologo del Tribunale di Palermo Carmelo Dublo ha provveduto ad analizzare gli antichi documenti disponibili, al fine di rinvenire nuovi elementi utili all’individuazione della reale tomba della baronessa, con il valido ausilio del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri di Messina.

L’attenzione si è concentrata sulla chiesa di Santa Cita a Palermo: nella cripta dei Lanza sono sepolti il nonno paterno della baronessa, Blasco, il padre Cesare con la seconda consorte, e il fratellastro Ottavio. Sotto il sepolcro dell’avo è posizionato un artistico sarcofago anonimo con lo stemma di famiglia e la statua giacente di una giovane donna. Si ritiene che in tale sarcofago possa essere quello di Laura.

La chiesa di Santa Cita

La chiesa di Santa Cita si trova in via Squarcialupo. Ha subito grossi danni per i bombardamenti della seconda guerra mondiale, a causa dei quali sono andate perdute le navate laterali ma sono rimasti intatti l’abside ed il transetto. Annesso alla chiesa vi è l’omonimo oratorio. All’interno si conservano molte opere d’arte.

È presente anche un arco di pietra appartenente alla prima chiesa del XIV secolo. Di particolare rilievo la Cappella della Madonna del Rosario decorata con commessi marmorei scolpiti da Gioacchino Vitagliano nei primi anni del XVIII secolo su modelli di Giacomo Serpotta. Espressione del rinascimento siciliano la Pietà di Giorgio da Milano, scolpita alla fine del XV secolo.