Elena Thovez, un’inglese a Scordia.

  • Facciamo tappa in provincia di Catania, per raccontare la storia di una donna giunta dal Regno Unito, Helen Thovez.
  • Fu una figura fondamentale della “Società Spiritica di Scordia“.
  • Ecco come arrivò in Sicilia.

La storia della Sicilia è fatta di luci e ombre, di personaggi avvolti dalla gloria e di altri che, pur operando con modalità decisamente più segrete, hanno comunque compiuto imprese di un certo fascino. Elena Thovez nacque a Portsmouth, nel Regio Unito, e fu una disegnatrice e spiritista, animatrice della Società Spiritca di Scordia. Ma come arrivò in Sicilia? Elena era figlia di Philip Thoves, un procuratore generale della Ducea di Nelson: la sua famiglia si trasferì sulla nostra isola quando lei aveva appena 4 anni, nel 1891. Philip era nato a Napoli da un funzionario inglese al servizio di Nelson. Tornato in Inghilterra, era diventato commissario della Marina inglese e, in tale carica, aveva preso dimora a Porthsmouth, dove aveva sposato Elizabeth Paton. Dopo aver avuto la nomina di procuratore generale della Ducea, arrivò a Bronte. Insieme a lui c’erano: la madre, Marianne Nun, e i figli William, Francis ed Helen (Elena).

Il teatro, i disegni e… la Società Spiritica di Scordia

Elena sposò Francesco De Cristofaro, fresco barone dell’Inge­gno e si trasferirà a Scordia. Qui, grazie ad una cultura non comune, si distinse come autrice teatrale e come disegnatrice di pregio. Fu presto al centro della vita intellettuale del paese, in quanto fondatrice di un circolo di conversazione (Casino dei civili) e un circolo esoterico (Società spiritica) che dotò anche di una propria pubblicazione mensile (La voce di Dio). Insomma: pare proprio che a Scordia non ci si annoiasse a quei tempi. La storia di Elena Thovez ci racconta una pagina della Sicilia molto affascinante, in parte misteriosa, senza dubbio significativa. È la storia della Sicilia che ha indagato le parti più oscure dell’esistenza alla ricerca di risposte, una terra all’avanguardia e alla ricerca di ciò che gli occhi non potevano vedere.

Articoli correlati