Il Circolu re Cavaleri di Ibla

  • Circolo di Conversazione di Ragusa, dove si riunivano i nobili.
  • La costruzione risale al 1850 e si fa subito notare per il suo aspetto.
  • All’interno si racchiudono interessanti pagine di storia della città.

Oggi vogliamo portarvi a Ragusa, in un luogo davvero speciale: un antico circolo in cui i nobili si riunivano per chiacchierare. Ebbene sì: c’è stato un tempo in cui gli aristocratici che volevano parlare tra di loro, senza mescolarsi alle “persone comuni” nei caffè o per strada, si incontravano in luoghi appositi.

Tra quei luoghi, c’è il Circolo di Conversazione di Ragusa. Si trova in un edificio appositamente realizzato per questo scopo. Viene chiamato anche Caffè dei Cavalieri o Circolu re Cavalieri. All’interno si trova ancora il documento con i nomi dei soci fondatori, fra cui il barone Francesco Arezzo di Donnafugata, il cavaliere Giuseppe Arezzi, il barone Carmelo Arezzo di Trefiletti. «Il siciliano è per sua indole un mimo vivente; tutto in lui, gesto, parola, silenzi, respira teatro. Sicché in luoghi come quelli, in cui ci si radunava in tanti a chiacchierare, la chiacchiera faceva presto a diventare conversazione teatrale». Lo scrittore Gesualdo Bufalino lo ha descritto con queste parole.

Circolo di Conversazione di Ragusa: un luogo unico

Guardandolo, si è subito trascinati indietro nel tempo. Da un punto di vista estetico, è un edificio di gusto neoclassico, a un solo piano. Sulla facciata ci sono tre porte incorniciate da sei paraste, su cui trionfano capitelli di ordine dorico. In corrispondenza di ogni porta ci sono dei bassorilievi. Questi raffigurano donne alate, che sorreggono un lume e le sue sfingi laterali. Il cornicione è ornato da triglifi. Al centro della facciata c’è un’insegna, decorata con l’aquila ragusana, stemma della città. È affiancata da due leoni con volti umani e da una ghirlanda.

L’esterno del Caffè dei Cavalieri è riccamente decorato, ma anche l’interno non è da meno. Nelle stanze vi sono affreschi, specchi, cornici, tappezzeria pregiata e grandi lampadari. Il salone delle feste è stato affrescato da Tino del Campo alla fine dell’Ottocento. Vi troviamo un’allegoria delle arti e delle scienze, con Dante, Michelangelo, Galileo e Bellini. Oltre a questa sala, vi sono altri sei ambienti, tutti sontuosi. I nobili si dedicavano al gioco e alla lettura. Tutto è completato da un bel giardino con palme e fiori. Insomma, un’atmosfera da personaggi di un certo livello. La tradizione del Circolo di Conversazione, in tempi recenti, è stata mantenuta dal Commissario Montalbano, anzi, dal dottor Pasquano. Proprio al Circolo, infatti, Salvo andava a trovare il dottore, disturbandolo durante le sue partite a carte. Foto: Wikipedia – Licenza.

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