Al Circolo di Conversazione anche il Commissario Montalbano.

  • Ragusa Ibla è una delle città più famose della Sicilia, meta del turismo mondiale.
  • Qui si ammira il trionfo del Barocco, con ben 14 monumenti iscritti alla lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco.
  • Tra gli edifici più celebri della cittadina, ce n’è uno particolare, che risale al 1850.
  • Scopriamo insieme cosa lo rende unico e perché attira l’attenzione dei visitatori.

Il circolo, chiamato anche Caffè dei Cavalieri, si affaccia sulla piazza Duomo. Come già si evince dal nome, aveva lo scopo di accogliere gli aristocratici che volevano chiacchierare tra di loro, senza mescolarsi alla gente nei comuni caffè o in strada, nelle piazze. Il Circolo di Conversazione di Ragusa sorge in un edificio realizzato appositamente. All’interno vi è ancora il documento con i nomi dei soci fondatori, fra cui il barone Francesco Arezzo di Donnafugata, il cavaliere Giuseppe Arezzi, il barone Carmelo Arezzo di Trefiletti. «Il siciliano è per sua indole un mimo vivente; tutto in lui, gesto, parola, silenzi, respira teatro. Sicché in luoghi come quelli, in cui ci si radunava in tanti a chiacchierare, la chiacchiera faceva presto a diventare conversazione teatrale». Lo scrittore Gesualdo Bufalino lo ha descritto con queste parole.

Guardandolo, si è subito trascinati indietro nel tempo. Da un punto di vista estetico, è un edificio di gusto neoclassico, a un solo piano. Sulla facciata ci sono tre porte incorniciate da sei paraste, su cui trionfano capitelli di ordine dorico. In corrispondenza di ogni porta ci sono dei bassorilievi. Questi raffigurano donne alate, che sorreggono un lume e le sue sfingi laterali. Il cornicione è ornato da triglifi. Al centro della facciata c’è un’insegna, decorata con l’aquila ragusana, stemma della città. È affiancata da due leoni con volti umani e da una ghirlanda.

L’esterno del Caffè dei Cavalieri è riccamente decorato, ma anche l’interno non è da meno. Nelle stanze vi sono affreschi, specchi, cornici, tappezzeria pregiata e grandi lampadari. Il salone delle feste è stato affrescato da Tino del Campo alla fine dell’Ottocento. Vi troviamo un’allegoria delle arti e delle scienze, con Dante, Michelangelo, Galileo e Bellini. Oltre a questa sala, vi sono altri sei ambienti, tutti sontuosi. I nobili si dedicavano al gioco e alla lettura. Tutto è completato da un bel giardino con palme e fiori. Insomma, un’atmosfera da personaggi di un certo livello. La tradizione del Circolo di Conversazione, in tempi recenti, è stata mantenuta dal Commissario Montalbano, anzi, dal dottor Pasquano. Proprio al Circolo, infatti, Salvo andava a trovare il dottore, disturbandolo durante le sue partite a carte.

Foto: Wikipedia – Credits

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