Eliodoro, magico personaggio di Sicilia. Avete mai sentito parlare di Eliodoro? Chiamato anche Teodoro o Liodoro, è noto ai catanesi come Liotru e identificato con l’elefante che troneggia in piazza Duomo. Ma chi era costui? Si tratta di un personaggio vissuto nella seconda metà dell’VIII secolo, appartenente a una nobile famiglia. Diventato adulto, decise di condurre una vita sregolata e bizzarra, praticando magia e occultismo.

Era una esperto di Cabala, espressione del misticismo ebraico e alcuni lo chiamavano “stregone”. Eliodoro aveva rinnegato la fede in Cristo ed era stato accusato di eresia: per questo motivo era stato chiuso in una prigione. Il suo destino sembrava segnato, ma lui continuava a sparire e non c’era boia in grado di giustiziarlo.

Una volta, addirittura, aveva bloccato il vescovo Leone, afferrando la sua stola, per impedirgli di celebrare le funzioni sacre.

Eliodoro e l’elefante

Per quanto riguarda, invece l’elefante, pare che Eliodoro amasse scherzare con lui e che declamasse vizi e virtù dei cittadini più in vista. L’attività distraeva molti fedeli diretti in chiesa per seguire le funzioni religiose, incuriosendoli. Il mago, accompagnato dall’elefante, agiva da profeta e compieva prodigi.

La tradizione popolare vuole che Eliodoro, dopo aver animato il suo elefante di pietra lavica, imperversasse per la città in sella all’animale magico, rendendo impossibile la vita dei suoi abitanti. Si narra che fosse in grado di acquistare qualsiasi mercanzia con pietre preziose ed oro, che però diventavano normali sassi nelle mani dei poveri mercanti.

Tante le dicerie su Eliodoro, che si pensava potesse anche tramutare gli uomini in bestie. Quel mago “burlone”, così come lo chiamavano alcuni era capace di comparire e sparire, alimentando le leggende e le dicerie su di lui. Una volta avrebbe anche beffato il nipote del Vescovo facendolo puntare su un cavallo che altri non era che un demone evocato dal negromante, e che al momento della vittoria di quest’ultimo abbia poi rivelato a tutti i presenti la sua vera natura per poi scomparire nel nulla.