Le leggende siciliane sono tante e affascinanti. L’Isola vanta una tradizione millenaria, fatta di popoli, culture e dominazioni. Al suo mare, alla sua terra, alla sua natura, sono legati racconti del passato, antichi e fantastici, che ne raccontano la bellezza e le peculiarità. Le leggende di Sicilia rappresentano un patrimonio prezioso, da tramandare e fare conoscere.

Scoprirle, infatti, significa capire meglio il presente di questa terra, addentrarsi nelle sue infinite sfaccettature. Per conoscere la Sicilia ancora meglio, abbiamo pensato di raccontarvi tre fondamentali storie. Queste, secondo noi, sono le leggende siciliane che bisogna conoscere prima di visitare l’Isola.

Leggende Siciliane da Conoscere prima di visitare la Sicilia

Iniziamo dalla leggenda della principessa Sicilia. Sicilia era la principessa del Libano, ma un giorno un oracolo le disse che, se non avesse lasciato il paese all’età di 15 anni, sarebbe stata divorata da un mostro, il Greco-Levante.

Al compimento del 15esimo anno, partì con una barca, al largo del Mediterraneo. Rimase in mare per tre mesi, ma alla fine giunse in una terra rigogliosa. L’isola era deserta, ma all’improvviso comparve un giovane che le rivelò cosa era accaduto: gli abitanti erano morti di peste, ma gli dei volevano creare una nuova stirpe su quella meravigliosa terra.

Loro due erano i prescelti: si amarono e diedero vita alle prime generazioni siciliane. Questa leggenda è una variante del mito greco di Egesta.

La seconda leggenda siciliana che secondo noi dovete conoscere, è quella di Colapesce. Si tratta di una delle più famose in assoluto. Un giovane di nome Nicola di Messina, figlio di pescatore, era chiamato Colapesce perché conosceva benissimo il mondo sott’acqua. Federico II di Svevia lo mise alla prova: buttò una coppa nel mare e il giovane la riprese; buttò la corona, e riprese anche quella. Tirò un anello in profondità: Colapesce cercò di recuperarlo, ma non risalì mai. Leggenda vuole che il giovane, spingendosi in profondità, si accorse che una delle tre colonne sulle quali poggiava la Sicilia era corrosa. Così rimase lì, a sostenerla.

La terza leggenda di cui vogliamo parlarvi è quella delle Teste di Moro. L’abbiamo scelta perché legata a uno dei più famosi simboli della Sicilia. Nel quartiere della Kalsa di Palermo vi era una giovane fanciulla che trascorreva le giornate curando le piante nel balcone. Un giovane Moro la notò e le dichiarò il suo amore, che lei ricambiò. In realtà, però, l’uomo era sposato e presto avrebbe fatto ritorno in Oriente.

Appresa la notizia, la giovane attuò la sua vendetta. Uccise l’uomo e gli tagliò la testa. Quella testa finì sul suo balcone, come vado per una pianta di basilico: la pianta divenne rigogliosa e così i vicini fecero realizzare vasi in terracotta che richiamassero quello accudito dalla fanciulla.

Quale di queste tre leggende siciliane vi piace di più?