Sua Maestà l’Etna dà spettacolo.

  • Gli esperti hanno rilevato, nelle ultime 48 ore, una significativa attività eruttiva.
  • Da lunedì sera, l’attività si è evoluta in una debole fontana di lava.
  • La fase esplosiva, dunque, è diminuita significativamente.

Etna sorvegliato speciale. Il vulcano siciliano, da lunedì 18 gennaio, è stato protagonista di una spettacolare attività eruttiva, con un’intensa attività stromboliana prodotta dal cratere di Sud Est. Nelle ultime ore – osservano gli esperti – questa attività si è repentinamente evoluta in una debole fontana di lava. Questo è quanto rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo di Catania. La fase esplosiva è diminuita significativamente e al cratere di Sud Est permangono sporadiche emissioni di cenere che sono disperse rapidamente dai venti in quota.

I dettagli dell’attività eruttiva dell’Etna

Dall’analisi delle immagini si osserva inoltre che i due i flussi lavici, confinati in area sommitale, sono in raffreddamento: uno si dirigeva verso Est, all’interno della desertica Valle del Bove, l’altro verso Nord.  C’è stato anche un rapido decremento del tremore vulcanico e del segnale infrasonico che sono tornati a livelli che hanno preceduto l’attività eruttiva. I dati di deformazione non mostrano variazioni significative. L’ampiezza del tremore dei canali magmatici interni dell’Etna risulta su livelli medi. I dati delle reti di deformazione non mostrano variazioni significative.

Ieri, martedì 19 gennaio, “il satellite Sentinel 2 ha acquisito una nuova immagine dell’Etna che mostra anomalie termiche all’interno di tutti e quattro i crateri sommitali e le nuove colate laviche emesse ieri sera ancora calde”. Lo rileva il vulcanologo Boris Behncke sul report elaborato per IngvVulcani sulla nuova attività eruttiva dell’Etna. Dopo la fase “parossistica” e spettacolare di ieri l’attività esplosiva “è rapidamente diminuita e l’ampiezza del tremore vulcanico ha mostrato un forte calo, attestandosi su valori medio-bassi”. Inoltre “l’alimentazione delle colate laviche è cessata nello stesso intervallo”. “Nella notte e stamattina – aggiunge – è continuata una debole attività stromboliana al cratere di Sud-Est, a volte accompagnata da emissione di cenere, mentre al cratere Voragine sono avvenute sporadiche esplosioni”.

“Le manifestazioni eruttive degli ultimi mesi – ricostruisce l’esperto – ricadono in un periodo di classica attività sommitale dell’Etna, che è in corso dalla primavera del 2019. Dopo la breve eruzione laterale del 24-27 dicembre 2018, il cratere di Sud-Est si è risvegliato il 30 maggio 2019, e nuovamente il 18 e il 27 luglio 2019, prima che l’attività si spostasse, il 12 settembre 2019, al cratere Voragine, e nuovamente al Cratere di Sud-Est nella primavera del 2020.  L’attività sommitale dell’Etna – spiega Behncke – può variare, da debole attività stromboliana ed effusiva a spettacolari episodi di fontane di lava, rapidi flussi lavici confinati alle quote alte del vulcano, e colonne eruttive cariche di materiale piroclastico che spesso raggiungono diversi chilometri in altezza. Questi episodi, conosciuti anche come ‘parossismi’ – sottolinea il vulcanologo – sono un fenomeno molto comune nell’attività recente dell’Etna: nell’anno 2000 il Cratere di Sud-Est ne produsse più di sessanta in pochi mesi, e fra gennaio 2011 e dicembre 2013 un’altra cinquantina, che hanno portato alla crescita del nuovo cono del Cratere di Sud-Est”.

Foto: INGV Catania

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