Avete mai sentito o utilizzato il modo di dire siciliano Fari comu ‘na taddarita? Si tratta di un’espressione molto famosa e oggi capiremo meglio qual è il suo significato. La taddarita è il pipistrello, quel piccolo animaletto che di giorno dorme e di sera tardi esce. Il nome deriva dallo spagnolo “tardes” e da qui, a sua volta, deriva “taddarita”.

Nel Catanese esiste una variante dell’espressione Fari comu ‘na taddarita: Fari comu ‘na signa, cioè una scimmia. È molto probabile che queste frasi si utilizzino per indicare qualcosa di eccezionale rispetto alle capacità dell’uomo. Il pipistrello sta, infatti, sempre in movimento quando è sveglio ed è anche un animale molto particolare: sa volare e ha anche delle sembianze non proprio gradevoli, che lo fanno somigliare al demonio.

Anticamente era anche diffusa la convinzione che per catturare un pipistrello bastasse semplicemente toccarlo con una lunga canna. Si pensava anche che, recitando una filastrocca, il pipistrello venisse attirato, come in un incantesimo:

“Taddarita canna canna

lu dimoniu t’incarna

e t’incarna pi li peri,

taddarita, veni veni.

E t’incarna pi la cura

Taddarita veni allura”.