Il Ficodindia dell’Etna è un prodotto pregiato che, grazie alle sue qualità, ha guadagnato la DOP, “Denominazione di origine protetta”. Come si intuisce dal nome, è originario delle zone a terreno lavico. La sua forma è ovoidale e si caratterizza per una polpa succosa. Il colore va dal giallo all’arancio, per raggiungere il rosso, mentre le verdi foglie sono carnose. La pianta appartiene alla famiglia delle Cactacee e la specie è “Opuntia ficus-indica“. Venne importata dalle Americhe nord-occidentali, credute in origine le Indie, alla fine del XV secolo. Resiste ai climi aridi e secchi e cresce anche nelle zone impervie.

Lo storico Denis Mack Smith scrive nel suo “History of Sicily – Medieval Sicily 800 – 1713”: “… alla fine del sedicesimo secolo in Sicilia gli Spagnoli introdussero alcune nuove e importanti piante come il pomodoro dal Perù, mais e tabacco dal Messico, ficodindia dall’America Tropicale (Indie occidentali secondo C. Colombo). I fichidindia (Indian fig. – prickly pear cactus), capaci di sopportare lunghe siccità e di propagarsi facilmente nelle spaccature delle rocce, trasformeranno le campagne della Sicilia poiché poterono essere piantati per frantumare la lava nei fertili pendii del monte Etna. Questa pianta a siepi con i suoi frutti ha contribuito alla dieta di ricchi e di poveri nella vita quotidiana dei siciliani”. W.H. Barlett, nelle “Pictures from Sicily” (1853), riporta: “… ma di tutte le produzioni di vegetali della parte bassa dell’Etna il ficodindia, è forse quello che meglio si sviluppa e si riproduce con sorprendente rapidità”.

Ficodindia dell’Etna varietà

Le qualità di Ficodindia dell’Etna sono tre. La gialla, o Sulfarina, è la più diffusa, con una polpa morbida di colore giallo-arancio, consistente e saporita. Quella rossa, o Sanguigna, ha la polpa zuccherosa, friabile e succosa, con uno splendido colore magenta. La bianca, o Muscaredda, è delicata e pregiata, con una polpa fresca e croccante. I frutti nascono da due fioriture. La prima, quella estiva, la seconda quella autunnale: quest’ultima dàfrutti più grossi. Prima di essere messo in commercio, il Ficodindia dell’Etna viene spazzolato: in questo modo si eliminano le numerose spine che ricoprono la buccia, che spesso sono talmente sottili da sembrare una “peluria”, ma sono estremamente insidiose e dolorose. Il sapore dei frutti è dolce e dissetante: sono buoni così o anche come gelato, granita, gelo, mostarde e confetture. Anche la buccia si può panare e friggere.

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