Bronte è famosa anzitutto per il suo pistacchio, ma ha molto da offrire ai suoi visitatori, in termini di architetture e cultura. Per questo motivo, oggi ci fermiamo a visitare il Real Collegio Capizzi, uno dei simboli della cittadina in provincia di Catania.

La vita si svolge principalmente lungo il corso Umberto, che taglia in due il paese. Partendo dallo Scialandro, si incrociano chiese, palazzi, piazze, negozi prestigiosi e si arriva a piazza Spedalieri, dove si trova il collegio. L’edificio fu “Reale Istituto Borbonico” e ospita oggi una ricca biblioteca e una nutrita pinacoteca. Tra le opere, meritano di essere citati l’autoritratto del filosofo Nicola Spedalieri e un quadro di Agostino Attinà, con gli uomini illustri di Bronte.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1774 e terminarono nel 1778, su iniziativa del sacerdote brontese Ignazio Capizzi. Fu grazie alla sua dedizione che il collegio divenne, dopo quello di Monreale, uno dei più grandi centri di cultura.

Il Real Collegio di Bronte divenne, tra la fine del Seicento e l’inizio dell’Ottocento, un complesso di studi classici molto importante, sostenuto dagli abitanti con denari e provvigioni di ogni sorta. Tanti uomini illustri, come Luigi Capuana ed Enrico Cimbali, lo frequentarono. Dopo l’Unità d’Italia divenne un’istituzione laica.

Al suo interno si può ammirare la spinetta, uno strumento musicale simile al clavicembalo, ma ad una sola tastiera. Apparteneva al filosofo brontese Nicolò Spedalieri e risale al 1679. Acquistata nel 1730, è stata conservata in pessime condizioni nei locali del collegio, dopo la morte di Spedalieri, ma è stata recuperata e restaurata.

L’opera di Ignazio Capizzi

Ignazio Capizzi avvertì il fervore culturale che si manifestò anche in Sicilia nel Seicento. Di fatto, però, Bronte era priva di scuole: l’analfabetismo era dominante e agli studi potevano accedere soltanto i nobili e il clero. Così pensò di dare al paese un’istituzione che consentisse ai brontesi di cresce culturalmente. Lavorò per vent’anno al suo sogno e la realizzazione dell’opera non fu facile.

Affrontò e superò molti impedimenti, ma poi ebbe l’appoggio di tutti. E il risultato finale gli diede ragione.