Le Grotte Saracene di Rometta sono un piccolo tesoro nascosto. Tra le attrattive di questo suggestivo borgo del Messinese si trova un mondo parallelo, che aspetta di essere scoperto.

Queste grotte sono importanti costruzioni rupestri, che ancora oggi si presentano come cavità naturali, scavate direttamente nella roccia. In passato hanno avuto diverse funzioni, modificatesi con il passare del tempo. Oggi sono per lo più destinate a deposito agricolo e per animali.

Secondo gli esperti, il nome “grotte saracene” sarebbe improprio. Questa grande cavità naturale, infatti, sarebbe probabilmente una laura bizantina, ossia un luogo di culto a metà fra l’eremitaggio e il cenobitismo, in cui i religiosi vivevano da soli ma mangiavano e pregavano insieme.

A comporre le grotte è una roccia arenaria friabile. Furono scoperte da Polo Orsi, un archeologo di Rovereto che si è occupato di realizzare diversi scavi in Sicilia.

Nello stesso contesto, alle falde della collina di Rometta c’è un vasto complesso ipogeo, che fonde storia e natura, creando un paesaggio molto particolare. Questo si snoda lungo tutta l’area circostante.

Si tratta di un antico luogo di preghiera e riti magici. L’ipogeo si estendeva per dodici pilastri rettangolari: questi, in origine, dividevano lo spazio in sette piccole navate, ma oggi ne rimangono solo quattro integri.

Sulle pareti rimangono le tracce di alcuni affreschi. Ne restano nell’abside e anche sparsi un po’ ovunque, a testimonianza del fatto che la cripta doveva essere del tutto coperta di decori. A testimonianza della sua importanza, ci sono recenti studi, secondo i quali, dal 965 d.C. sarebbe stata usata come moschea dalla popolazione musulmana.