L’ipogeo di Crispia Salvia si trova a Marsala e rappresenta il più importante monumento nella necropoli di Lilibeo, oggi in via Massimo D’Azeglio. Si può dire che, per la ricchezza della decorazione pittorica e per le sue caratteristiche, rappresenti un monumento unico al mondo. È una grande camera funerario-ipogea, di forma trapezoidale, alla quale si accede da un dromos a gradini scavati nella roccia. Il piano pavimentale è costituito da uno strato friabile di malta e presenta al centro un rialzo, in cui era collocato un piccolo altare.

Dall’epigrafe latina, risalente al II secolo dopo Cristo, si evince che la tomba è stata dedicata a Crispia Salvia, dal marito Iulius Demetrius. La donna, morta a circa 45 anni, è stata sposata per 15 anni.

L’importanza di attribuire l’età alla donna e di specificare gli anni di matrimonio potrebbe voler dire secondo alcuni studiosi che essa fosse stata già sposata. I nomi rivelano le sue nobili origini, appartenendo a due gens: i Crispius, aventi interessi economici nella Sicilia occidentale visti i ritrovamenti di utensili e tegole con bollo A.C.Crispi a Segesta, ed i Salvii anch’essi riconducibili a Lilibeo.

Del marito Iulius Demetrius non si possono facilmente conoscere le origini, dato che il nome era diffuso in tutte le città della Sicilia, sia da personaggi di alto rango che da liberti ma non si esclude l’origine nobile.

L’ipogeo di Crispia Salvia è stato scoperto nel 1994, in seguito alla demolizione di un edificio, durante uno scavo archeologico condotto dalla Soprintendenza di Trapani.

Foto di GiuseppedonzellaOpera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento