Si chiama “Medicane” (Mediterranean Hurricane) e, in queste ore, si sta spostando sul Mar Ionio, sfiorando l’Italia e la Sicilia. Il ciclone mediterraneo è, in queste ore, sulla bocca di tutti. Questo vortice punta verso la Grecia, portando temporali e venti molto forti, sfiorando le coste di Sicilia e Calabria. In meteorologia il ciclone tropicale mediterraneo è un sistema di bassa pressione caratterizzato da un nucleo caldo, convezione temporalesca attorno ad un centro di venti ben definito, piogge torrenziali, forti venti, che tipicamente compare nell’area del bacino del Mediterraneo. In buona parte la causa del ciclone è da attribuire alle temperature ancora elevate dei mari, che lo alimentano di continuo. Non è un fenomeno molto comune, per questo motivo il suo avvicinamento sta destando un grande interesse. Le zone che potrebbero risentire di questo fenomeno sono il sud della Puglia, la Calabria e i settori orientali della Sicilia. Qui è concreta la possibilità di rovesci temporaleschi, come anche segnalato dall’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile. Tra oggi e domani, inoltre, si rinforzeranno i venti sui settori ionici.

Come si sviluppa un ciclone mediterraneo

In genere, le principali fasi di sviluppo di un ciclone mediterraneo sono:

  1. Si crea un’onda termica, con un settore caldo ben definito localizzato nel settore sud-orientale della depressione al suolo; i venti sono deboli;
  2. Non appena il processo convettivo ha inizio, l’aria calda ed umida viene aspirata verso l’alto finché del precedente settore caldo rimangono poco tracce; i venti iniziano ad intensificarsi attorno al minimo di pressione al suolo;
  3. Non appena il ciclone comincia a svilupparsi ed accrescersi si crea un “cuore” (core) con aria calda e più secca di quella circostante; i venti raggiungono la loro massima intensità;
  4. Dopo circa 37 ore dalla formazione del ciclone al suolo il “cuore” ha temperature di 6-8 °C superiori a quella della circostante aria fredda che di solito si trova nel settore nordoccidentale del TLC.

Tale struttura è simile a quella osservata negli uragani ed essa si estende fin verso i 400 hPa (circa 7000 metri).

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