La leggenda di Uzeta ci porta a Catania e ci narra la storia di un’eroe dimenticato. A crearlo fu la fantasia del puparo don Raffaele Trombetta, che volle dare un paladino alla città di Catania. La storia venne ripresa nel 1905 dal giornalista Giuseppe Malfa, ma la versione più popolare è quella di Trombetta. La vicenda di Uzeta non potrebbe esistere senza il mito dei giganti saraceni chiamati Ursini, quindi, prima di parlarne, facciamo un passo indietro. Secondo la fantasia del popolo, gli Ursini abitavano il castello Ursino e vennero spodestati dal conte normanno Ruggero, nel XI secolo. Proprio dal nome dei giganti sarebbe derivato, secondo la leggenda, quello del Castello al centro del capoluogo etneo. Le vere origini del nome sono da attribuirsi all’espressione latina “castrum sinus”, cioè “castello del golfo“. La storia degli Ursini alimentò la creatività del  puparo Trombetta, che decise di dare vita a un’eroe catanese, collegandolo a quei minacciosi giganti saraceni.

Ma qual è la storia di questo eroe? Uzeta era figlio di un tessitore di via Naumachia. Aveva, dunque, umili origini. Grazie al suo coraggio, però, riuscì a ribaltare la sua sorte e finì per rappresentare la capacità di riscatto dei Catanesi. A cacciare i pericolosi giganti saraceni, infatti, non sarebbe stato Ruggero, bensì Uzeta. Divenne così cavaliere e, grazie alle sue imprese conquistò non soltanto il favore del re Cocolo, ma anche la mano della figlia, la principessa Galatea, sposandola. La leggenda di Uzeta nonb si fermlò qui, ma lo portò anche al di fuori dei confini della Sicilia. Dopo aver liberato Catania dagli Ursini, infatti, liberò anche Roma dai Berneri e Vienna dai Tartari. Divenne Principe del Simeto e Gonfaloniere della Chiesa, oltre che Arciduca di Vienna e Cavaliere della Legion d’Onore.

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