L'affitto a canone concordato è il più amato dagli italiani. E grazie alle novità introdotte dal governo, dovrebbe registrare un'impennata. Fino all'anno scorso questa tipologia di contratto poteva essere stipulata solo nei comuni delle 11 aree metropolitane, in quelli capoluogo di provincia e ad alta densità abitativa. Ad oggi, invece, sarà possibile stipularlo in tutti i comuni. Il presupposto è che siano stati firmati o aggiornati gli accordi territoriali tra comuni, associazioni di inquilini e dei proprietari. La locazione ha una durata minima di 3 anni, al termine dei quali, se non c’è disdetta, si rinnova automaticamente per altri 2.

Al sud il canone concordato piace molto a chi abita a Sassari, riguarda 2 contratti su 3, Palermo e Oristano, ma anche a Barletta e Cagliari. Gli esperti sottolineano che "con il canone concordato locatari e locatori usufruiscono di grossi vantaggi. I primi pagano un affitto inferiore a quello di mercato e usufruiscono di detrazioni fiscali ai fini Irpef nel caso in cui l'immobile diventi residenza principale. I proprietari beneficiano di agevolazioni fiscali, utilizzando la cedolare secca al 10% anziché quella al 21% prevista per i canoni liberi".