Il Castello Svevo, o Castelluccio di Gela si erge su uno sperone di roccia in contrada Spadaro. È caratterizzato dalla presenza di due torri terminali, dalla pianta rettangolare, circondata da mura di cinta e dalla particolare simmetria. A questo luogo è legata una particolarissima leggenda, che vi raccontiamo oggi.

La Leggenda del Castelluccio di Gela parla di una bella castellana dalla lunga chioma nera. La donna indossava un meraviglioso manto bicolore e allietava contadini e passanti con canti melodiosi. Durante le sue giornate, si occupava della servitù e si prendeva cura dei cavalli.

Il padrone del castello era suo marito. Tanti uomini erano attratti dalla sua bellezza, ma chiunque tentasse di avvicinarla, scompariva nel nulla. Si narra che la bella castellana fosse di corporatura esile, truccata con uno strano rossetto verde, tanto verde che alcuni pensavano provenisse dalla sua bile. Era una figura singolare, bella, ma anche crudele, severissima con i servitori, ambigua, sfuggente.

Nessuno faceva visita al Castelluccio, a parte quelli che prendevano parte alle riunioni d’armi del Signorotto. I nobili che volevano discutere di affari con la donna preferivano inviarle dei messaggeri, che puntualmente scomparivano nel nulla prima di far ritorno. Stessa sorte capitava ai piccioni viaggiatori.

Secondo i contadini, tra le mura del castello si aggiravano strane ombre, forse spaventosi fantasmi di epoche lontane. Si dice, inoltre, che ci fosse un tesoro dentro il castello. Nessuno è mai riuscito, nel corso dei secoli, a trovare l’ambito forziere o alcun documento in merito.

Foto di G. De Stefano – originally posted to Flickr as Castelluccio di Gela, CC BY 2.0, Collegamento