La leggenda della messa interrotta si racconta a Chiaramonte Gulfi, provincia di Ragusa. Questo racconto, a dire il vero un po’ cruento, riporta l’atrocità dei soldati angioini. Nel 1229, quando saccheggiarono la città di Chiaramonte Gulfi, un gruppo di persone pregava nella chiesa dell’Annunziata. Storicamente, Chiaramonte Gulfi fu davvero distrutta dagli angioini e ricostruita più a monte nel XIV secolo.

Ma torniamo alla leggenda della messa interrotta.

Proprio mentre il calice era innalzato, i soldati francesi fecero irruzione. Strapparono il calice dalle mani del prete e uccisero tutte le persone che seguivano la funzione. A mezzanotte in punto scoccò la campana della chiesa e apparve il prete ucciso, che aveva un calice in mano ed era seguito da tutti i fedeli. I francesci, presi dal terrore, ma anche da una strana attrazione nei confronti del corteo, lo iniziarono a seguire fin dentro la chiesa.

La messa iniziò e, nel momento della consacrazione (lo stesso in cui i francesi avevano ucciso tutti), un forte vento entrò nell’edificio. Le mura tremarono. Dal basso si aprì una voragine che inghiottì gli angioni. Quando la voragine si chiuse i fedeli vi ballarono sopra.