La lenticchia nera siciliana è un vero e proprio gioiellino dell’agricoltura dell’isola. Si tratta di un’antica cultivar, tipica della provincia di Enna, che si coltiva a Enna, Leonforte, Calascibetta e Nicosia. È stata molto apprezzata fino agli anni Cinquanta ma, dal dopoguerra in poi, la sua produzione è andata scemando. A influire, in tal senso, è stato soprattutto l’avvento di nuove cultivar, sempre più resistenti e più produttive.

Durante questo tempo, la lenticchia nera siciliana ha rischiato di scomparire ed è stata prodotta in quantità variabili, dai 100 a 400 chili l’anno. La coltivazione non è semplice. È parecchio laboriosa e le tecniche si svolgono tutte manualmente, soprattutto a causa della potatura della pianta. Questa, infatti, ha uno stelo cortissimo ed è praticamente strisciante, quasi a contatto con il terreno.

La raccolta della lenticchia nera siciliana non si può meccanizzare. I metodi che si utilizzano, dunque, sono manuali e comunque collegati all’antica tradizione siciliana.

Questo prezioso legume siciliano ha delle ottime proprietà. Ha una maggiore percentuale di proteine e di fibre, a fronte di un minore contenuto di grassi, a confronto con le normali lenticchie. Per quanto riguarda l’utilizzo in cucina, si abbina benissimo con il pesce. Ha un gusto molto caratteristico e anche il colore scuro la rende estremamente gradevole alla vista.

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