Il limone Interdonato è uno straordinario agrume siciliano, riconosciuto come presidio Slow Food. La sua storia comincia quando il colonnello garibaldino Giovanni Interdonato si ritirò a vita privata, nella sua villa di Fiumedinisi, dedicandosi alla sua passione per l’agrumicoltura. Non poteva immaginare, Interdonato, che la sua memoria sarebbe stata tramandata da un limone, frutto dell’incrocio tra un cedro e il cosiddetto “ariddaru”, limone locale.

Dopo aver selezionato una gemma per ognuno dei due agrumi, le unì longitudinalmente e le innestò su portinnesti di arancio amaro. Così nacque un limone di dimensioni medio-grandi, molto simile al cedro, dal sapore delicato e poco acidulo. Ha la buccia a grana molto fine, una caratteristica insolita per i limoni siciliani. Alcuni, proprio per questo motivo, lo chiamano “frutto fino”. La scorza è dolce e non amara.

Rapidamente la costiera ionica messinese ha visto sorgere tanti limoneti, in particolare nelle calli della fiumara del Nisi. I limoni si coltivano sui terrazzamenti in pietra a secco, che si vedono quando si percorre la strada costiera da Messina a Catania. Il limone Interdonato è una varietà precoce ed è pronto già dalla fine di settembre. Per circa un mese, dunque, rimane l’unico limone sul mercato.

Proprietà del limone Interdonato

Il limone è ricco di vitamina C, vitamina B, fosforo e flavonoidi, cioè sostanze antiossidanti. Fa bene nel caso di infezioni della gola, cattiva digestione, stipsi, problemi ai denti, febbre, reumatismi e ipertensione. Può anche essere utilizzato per la cura dei capelli. Aiuta a rinforzare il sistema immunitario, purifica l’apparato digerente ed è utile per la cura della salute del cuore.