Dall'infanzia difficile agli esordi di una brillante carriera, dal matrimonio con Borg al rapporto con gli uomini: Loredana Bertè ha parlato di tutto nell'intervista a Barbara D'Urso negli studi di 'Domenica Live'. La figura di Mia Martini è stata centrale nel corso del lungo discorso che la cantante ha rilasciato davanti alle telecamere ("Mi sento in colpa per la morte di mia sorella Mimì"), così come altri dolorosi episodi del suo passato segnato da una figura paterna estremamente violenta.

"Mio padre era violento sia con me che con mia sorella. Quando in casa metteva la musica di Beethoven c’era il terrore. Era il segnale che avrebbe alzato le mani. Pensava solo ai soldi, ha venduto la casa prima di morire", ha raccontato la Bertè che in seguito ha svelato di essere stata violentata quando aveva 17 anni.

"Ricordo che le mie amiche mi incoraggiavano ad avere la mia prima relazione. C’era un ragazzo che si comportava sempre in maniera gentile con me, mi corteggiava regalandomi mazzi di rose. Alla fine mi sono decisa a uscire con lui. Mi portò in un appartamento fuori Torino e appena dentro mi strappò i vestiti e mi picchiò, mi sono riuscita a divincolare e sono scappata in strada. Un tassista mi vide tutta insaguinata, mi accompagnò al pronto soccorso. Ho odiato le mie amiche. Non lo potevo neppure dire a mia madre, altrimenti mi avrebbe picchiata anche lei. Dopo, non ho voluto più vedere un uomo per tre/quattro anni", ha rivelato.