Wind e Tre si sono fuse dando vita all'operatore telefonico Wind Tre. Maximo Ibarra, amministratore delegato della neonata azienta, ha spiegato che nei prossimi anni saranno spesi 7 miliardi di euro in "infrastrutture digitali" in quanto la società vuole diventare "un operatore di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione, anche grazie all’accordo con Enel Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia". La rete di Enel dovrebbe arrivare in 224 città, e sarà sfruttata direttamente da altri operatori, tra cui anche Vodafone.

Quella che ha portato all’unione di Wind e Tre è stata una "joint venture paritetica", cioè un accordo che prevede una divisione dei rischi e degli utili uguali tra le aziende coinvolte, e ha avuto un valore complessivo di 7,9 miliardi di euro. Wind Tre ha ora anche i circa 2,7 milioni di clienti della linea fissa Infostrada, di proprietà di Wind (Tre non aveva un servizio per linee fisse). Per la prima fase della fusione, i due marchi resteranno distinti, così come le offerte, i siti e i negozi fisici. Dovrebbero però esserci alcuni vantaggi tecnici, dovuti al fatto che i due operatori possono ora contare sulle reciproche reti mobili, e offrire così una copertura più estesa.