Scavando nella storia della Sicilia emergono le vicende di molti personaggi singolari e unici nel loro genere. Tra questi rientra anche Nick La Rocca, da molti considerato l’inventore del jazz.

Nato a New Orleans nel 1889, aveva origini siciliane: il padre, Girolamo La Rocca, era di Salaparuta, mentre la madre, Vita De Nina, proveniva da Poggioreale. Nel 1880 i La Rocca emigrarono a New Orleans, città che da tempo ospitava da tempo una grandissima percentuale di immigrati siciliani. Nick era figlio d’arte, ma aveva proibito al figlio di dedicarsi a tempo pieno alla musica. Solo dopo la morte del padre, diete sfogo alla propria passione.

Il successo del “jass” di Nick La Rocca

Fu lui a incidere, insieme ad altri quattro musicisti locali, il primo disco della storia del jazz, che originariamente si chiamava jass: Live Stable Blues. L’album vendette più di un milione di copie e il gruppo di La Rocca, chiamato Original Dixieland Jazz Band, nel giro di poche settimane divenne la jazz band più pagata al mondo.

I successi di Nick La Rocca lo portarono ad esibirsi e stabilirsi per qualche anno a Londra, ma tornato in patria, confermando il detto “Nemo Propheta in Patria”, venne accusato di suonare musica demoniaca, responsabile di divorzi e figli avuti al di fuori del matrimonio.

Questo gli causò una forma di depressione. Per 10 anni sospese ogni attività musicale. Nel 1936 decise di ritornare sulle scene, ma non riuscì ad emergere per cui nel 1938 decise di sciogliere la band definitivamente. Nello stesso anno, l’ormai cinquantenne Nick, che si considerava il creatore del jazz e il “Cristoforo Colombo della musica”, conobbe Ruth, una giovane ragazza di 20 anni. I due si sposarono ed ebbero ben sei figli, tra i quali uno, James Dominik, continuò la carriera del padre. Sofferente di cuore, Nick La Rocca morì a New Orleans nel 1961 all’età di 72 anni.

I brani dell’Original Dixieland Jazz Band hanno influenzato i più grandi jazzisti di colore, tra cui il mitico Louis Armstrong

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