L’olio siciliano vanta una storia antica. Probabilmente, l’ulivo è stato introdotto dai Fenici, tra il IV e il VIII secolo a.C., e ad oggi la nostra è una delle maggiori produttrici di olio extravergine d’oliva di qualità. Il merito è del mix di condizioni climatiche, del terreno e, naturalmente, di varietà di cultivar autoctone.

In particolare, sono otto le cultivar più diffuse in Sicilia: Biancolilla, Cerasuola, Moresca, Nocellara del Belice, Nocellara Etnea, Oglialora Messinese, Santagatese, Tonda Iblea.

Scopriamole insieme e approfondiamo la conoscenza dell’olio siciliano.

Le olive siciliane più famose

  • Biancolilla. È diffusa nell’area centro-occidentale della Sicilia, soprattutto nelle province di Palermo, Agrigento e, in minor misura, Trapani. Si trova anche sull’isola di Pantelleria. L’aroma è fruttato e il sapore dolce. Il suo olio ha una bassa acidità e un gusto raffinato.
  • Cerasuola. È una delle cultivar più diffuse e si trova soprattutto nel versante nord-occidentale, tra Palermo e Trapani. Cresce anche, sebbene in misura minore, nell’area sud-occidentale dell’isola. Non si consuma a tavola, ma viene utilizzata per la produzione dell’olio: il risultato ha una fragranza piuttosto spiccata, con prevalenza di amaro e piccante.
  • Moresca. È originaria della zona centrale e orientale della Sicilia. Ha dimensioni medio-grandi ed è ottima per il consumo da tavola. Produce un olio dal gusto eccellente, leggermente fruttato e non molto intenso.
  • Nocellara del Belice. La sua presenza in Sicilia è probabilmente legata ai Greci. È molto diffusa nel Trapanese, in particolare a Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna. Si può consumare a tavola o impiegare per la produzione di olio extravergine. Se viene raccolta quando è verde, l’olio ha un buon aroma fruttato, piccante ed amaro. In cucina, ha un punto di fumo più alto rispetto ad altri oli.
  • Nocellara Etnea. Cresce nella Sicilia centrale ed Orientale, tra le province di Enna, Catania, Messina, Siracusa e Ragusa. È perfetta per il consumo a tavola, ma anche per la produzione di olio extravergine. L’olio ha un livello di acidità molto basso.
  • Ogliarola Messinese. È una cultivar tipica del Messinese, che si trova anche nella provincia di Palermo. È adatta al consumo a tavola, ma anche per la produzione di olio extravergine.
  • Santagatese. Si trova sia nella Sicilia occidentale che orientale ed è nota con vari sinonimi. I frutti sono grossi e danno un ottimo olio extravergine. Sono anche buonissime olive da tavola.
  • Tonda Iblea. Cresce tra le province di Messina, Catania e Siracusa, ma si trova anche nel territorio di Trapani ed Agrigento (viene chiamata anche Giarraffa, Alimena, Bruscarinu, Caloria, Prunara, Tonda Nera e Vitriolo). Anche in questo caso, ci troviamo davanti a un’oliva perfetta per il consumo a tavola, ma anche per la produzione di olio extravergine.