Cosa rende unico il pane dei Santi.

  • Quella dei pani devozionali è una tradizione antica, radicata nel territorio da secoli.
  • Ancora oggi, in occasione di determinate festività, si realizzano pani speciali, da offrire ai Santi per celebrarli o come ex voto.
  • Scopriamo insieme cosa rende unici questi prodotti.

Il pane è un alimento di antichissima origine. La sua lavorazione a scopo rituale vanta una storia profonda, che affonda le radici nel periodo ellenico ed è strettamente connessa alla celebrazione della divinità Demetra. Proprio lei, secondo la mitologia, avrebbe insegnato all’uomo l’arte della panificazione. Un tipo di pane modellato a forma di cervo, chiamato “achainai”, veniva offerto in sacrificio a Demetra. Da un’epoca all’altra, la tradizione del Pane dei Santi in Sicilia ha mutato forme e culti, ma ha lasciato intatta la sua profondità.

Il pane si modella in modo da conferirgli forme, figure e significati diversi a seconda delle ricorrenze religiose. A Villarosa, nell’Ennese, per la festa di San Calogero si offrono al Santo, come scioglimento di un voto, pani devozionali a forma di testa, braccia o mani. A San Giuseppe, in diverse parti della Sicilia, si realizzano pani ornamentali e figurativi, a scopi votivi. Si allestiscono altari addobbati con lenzuola ricamate e si offrono i prodotti alla trinità (a San Giuseppe il bastone, alla Madonna la palma e a Gesù Bambino la croce). Le forme di pane raffigurano anche alcune caratteristiche del Santo, come la barba, o gli utensili del mestiere di falegname.

Come si fa il Pane dei Santi

Il Pane dei Santi viene realizzato con farina, acqua, olio, albumi, sesamo e lievito naturale. Quest’ultimo, chiamato ‘u criscenti, è molto importante. Si tratta di una piccola quantità di pane crudo, lasciata inacidire per alcuni giorni. Ancora oggi, alcune massaie lo conservano in una ciotola di terraglia o in un barattolo di vetro in frigo. Anticamente lo si avvolgeva in una foglia di fico. Il prestito e lo scambio dei criscenti tra vicini di casa è un’antica tradizione, che consolida i rapporti sociali e la solidarietà.

La lavorazione del pane avviene tradizionalmente nella maidda, ricavata da un blocco di legno o da tavole di legno, di forma rettangolare, con i bordi laterali rialzati. La pasta si lavora con la sbria, cioè un bastone. Per intagliare e modellare si usano strumenti come forbici, bicchieri, ditali e aghi.

L’importanza della preparazione

La preparazione del pane ha un carattere cerimoniale, poiché si tratta di un ex voto, un dono, un talismano. Tutto viene anche disposto in un ordine preciso, a testimoniare l’abbondanza di ciò che ci offre la natura, contro l’insicurezza dell’esistenza. La lavorazione del Pane dei Santi richiede tecnica e abilità. Non sono rimasti molti custodi di questa antica arte, che un tempo era molto diffusa tra le massaie. Ci sono, inoltre, alcune regole: non si panifica nei giorni di festa, ad esempio, per non mancare di rispetto a Dio e ai Santi.

La fase più delicata è sicuramente l’impasto, anche perché è un’attività stancante, durante la quale ci si alterna. La pasta di manipola e si comprime con i pugni e si arrotola in continuazione. Viene tagliata a pezzi, a seconda della forma, poi si modella e si intaglia con pazienza. Tutto è fatto nei minimi particolari, quindi si spennella con l’uovo e si cosparge di sesami. La cottura è molto delicata, poiché se non riesce bene può compromettere tutto il risultato. Quando si tratta di pane devozionale, si porta in chiesa per la benedizione.

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