Alla scoperta della lingua siciliana.

  • L’app di Google per il Siciliano: si chiama Woolaroo.
  • È come un dizionario fotografico: basta inquadrare un oggetto, per scoprirne traduzione e pronuncia corretta.
  • Ecco tutti i dettagli su questa interessante iniziativa.

Siamo sempre più smart, sempre più connessi, sempre più proiettati verso il futuro. Questo, tuttavia, non deve mai farci dimenticare né il passato, né le nostre radici. In una realtà sempre più tecnologica, si riscopre l’importanza della tradizione con l’app di Google per il siciliano e altre lingue da preservare. Si chiama Woolaroo ed è una piattaforma “open source”, raggiungibile sia dall’app Arts&Culture (disponibile per iOS e Android), che dal web. È come un dizionario fotografico: tutto ciò che bisogna fare, è inquadrare con la fotocamera un oggetto qualsiasi, per scoprirne traduzione e pronuncia corretta, in una delle lingue supportate. Al momento sono dieci e, tra esse, c’è anche la lingua siciliana. Il tutto utilizza la sofisticata tecnologia di cloud vision e machine learning di Mountain View. Conosciamo meglio tutti i dettagli.

App di Google per il siciliano: come funziona

L’app di Google per il siciliano raccoglie in tutto dieci lingue, considerate a rischio di estinzione. Ci sono lo yugambeh, idioma aborigeno originario degli Stati australiani del Queensland e del Nuovo Galles del Sud, il berbero, parlato dall’omonima popolazione nordafricana, il maori, tipico degli indigeni neozelandesi, al nawat, derivante dall’azteco e oggi diffuso prevalentemente a El Salvador. E, ancora, lo yang zhuang, caratteristico della regione cinese del Guangxi, il creolo francese della Louisiana, il rapanui dell’Isola di Pasqua e lo yiddish, utilizzato dagli ebrei aschenaziti dell’Europa Centrale e Orientale. Le lingue italiane sono due: il siciliano e il greco-calabro, che resiste in alcuni paesi della Calabria meridionale. Per inserirle nel database, hanno collaborato con Google, rispettivamente, Cademia Siciliana e l’Associazione Ellenofona Jalò tu Vua. E non finisce qui: c’è altro da scoprire.

Ogni termine presente su Woolaroo è traducibile in inglese, francese o spagnolo. Ciascun conoscitore delle lingue supportate può inoltre contribuire al suo perfezionamento, aggiungendo o modificando in prima persona parole e pronunce. I risultati sono già molto positivi. Davanti un albero, ad esempio, il sistema non si limita a dare la traduzione (àrbulu in siciliano), ma propone anche altri elementi presenti nell’inquadratura, come fiori, foglie, erba e cielo. Non si esclude, inoltre, che possano essere incluse altri idiomi, contribuendo a salvarli dall’oblio. Secondo l’Atlante delle lingue del mondo in pericolo (curato dall’Unesco), il 43% delle oltre 6mila lingue che si parlano nel mondo sarebbe a rischio di scomparire. L’app di Google per il siciliano rappresenta un importante passo avanti nella cura e nella preservazione di una lingua preziosa. Photo by Flo P on Unsplash.

Articoli correlati