Avete mai sentito parlare delle piramidi siciliane? Ebbene sì, avete letto bene. Ai pieni dell’Etna, lungo un territorio che si espande da Linguaglossa ad Adrano, ci sono moltissime strutture piramidali, proprio nella campagna. Sono state realizzate con la tecnica della posa delle pietre a secco.

I blocchi sono di roccia vulcanica e l’altezza può raggiungere i quaranta metri. Vi sono anche scale, gradoni o anche altari sommitali. Ad approfondire l’argomento, su Balarm.it, è un articolo a firma di Andrea Di Piazza.

La storia delle piramidi siciliane

A lungo le piramidi siciliane sono state considerate legate alla coltivazione della terra, ma per alcuni rappresentano un vero e proprio mistero, anche perché sono stati rinvenuti alcuni sentieri e sistemi di canalizzazione delle acque che fanno pensare alla presenza di una qualche civiltà molto antica.

Si pensa, ad esempio, anche a un culto di adorazione del vulcano. Potrebbero essere stati i Sicani, prima del XV secolo a.C. a costruire queste piramidi, ma non mancano le tesi più affascinanti.

Le piramidi dell’Etna sarebbero state costruite dagli Shekelesh, una tribù della confederazione dei Popoli del Mare, provenienti dall’Egeo. Loro sarebbero gli antenati dei Siculi o gli stessi Siculi.

Ovviamente, tutte le ipotesi legate alla presenza delle piramidi dell’Etna sono molto affascinanti. Possono dare vita a nuovi, inesplorati capitoli della storia della Sicilia e potrebbero anche costituire un patrimonio unico.

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