Potevano mancare i proverbi siciliani di Carnevale? Certo che no ed è per questo che oggi abbiamo pensato di suggerirvene alcuni della tradizione, che i più ferrati sull’argomento conosceranno bene.

La ricorrenza del Carnevale porta con sé una serie di appuntamenti irrinunciabili e alcune consuetudini cui non si può sottrarre.

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Ecco i migliori proverbi siciliani di Carnevale

  • “Doppu li tri re, tutti olè”. Dopo l’Epifania e l’arrivo dei tre Magi, arriva il momento di festeggiare il Carnevale.
  • “Natali e Pasqua ccu cu voi ma li sdirri falli ccu li toi”. Con il termine “sdirri” si indicano gli ultimi giorni del Carnevale. Guai, dunque, a non trascorrere questa festa in famiglia!
  • “Cannalivari tutti li festi fa turnari”. Il Carnevale fa tornare tutte le feste, è un momento particolarmente partecipato e divertente.
  • “Lu joviri di li cummari cu ‘un avi dinari s’impigna lu falari”. Non si può fare a meno di invitare la comare (la madrina di battesimo o di cresima), a costo di impegnare qualcosa.
  • “Lu joviri di li parenti cu ‘un avi dinari si summa li denti”. Il secondo giovedì di festa è dedicato agli inviti fatti ai parenti. Quando non si ha nulla da spendere, si possono soltanto ripulire i denti, perché non c’è niente da mangiare.
  • “Lu joviri di lu zuppiddu cu’ ‘un si cammarra è peggiu pi iddu”. Lo zoppetto era una delle tante personificazioni del diavolo, che tentava tutti con allegria e spensieratezza. Il proverbio invita a mangiare grasso e darsi alle grandi abbuffate.

Foto: Dalia Sarnataro