Proverbi di Carnevale siciliani: ecco i più belli.

  • Nella tradizione siciliana non mancano i proverbi dedicati alla ricorrenza più folle dell’anno.
  • Questi modi di dire sono per lo più dedicati all’atmosfera gioiosa che caratterizza il periodo.
  • Scopriamo insieme quali sono i più belli.

Il periodo di Carnevale porta con sé anche tante tradizioni. Le più celebri riguardano le tipiche maschere siciliane e anche a tavola vengono proposte ricette che si tramandano da una generazione all’altra. A completare il tutto ci pensano, poi, i proverbi siciliani di Carnevale. Come è facile intuire, questi modi di dire rispecchiano appieno lo spirito del periodo. Sono, in particolar modo, dedicati all’atmosfera di festa e anche ai travestimenti. Non indugiamo oltre con le introduzioni: scopriamoli subito.

Ecco i migliori proverbi siciliani di Carnevale

  • Doppu li tri re, tutti olè”. Dopo l’Epifania e l’arrivo dei tre Magi, arriva il momento di festeggiare il Carnevale.
  • Natali e Pasqua ccu cu voi ma li sdirri falli ccu li toi”. Con il termine “sdirri” si indicano gli ultimi giorni del Carnevale. Guai, dunque, a non trascorrere questa festa in famiglia!
  • Cannalivari tutti li festi fa turnari”. Il Carnevale fa tornare tutte le feste, è un momento particolarmente partecipato e divertente.
  • Lu joviri di li cummari cu ‘un avi dinari s’impigna lu falari”. Non si può fare a meno di invitare la comare (la madrina di battesimo o di cresima), a costo di impegnare qualcosa.
  • Lu joviri di li parenti cu ‘un avi dinari si summa li denti”. Il secondo giovedì di festa è dedicato agli inviti fatti ai parenti. Quando non si ha nulla da spendere, si possono soltanto ripulire i denti, perché non c’è niente da mangiare.
  • Lu joviri di lu zuppiddu cu’ ‘un si cammarra è peggiu pi iddu”. Lo zoppetto era una delle tante personificazioni del diavolo, che tentava tutti con allegria e spensieratezza. Il proverbio invita a mangiare grasso e darsi alle grandi abbuffate.

Foto: Dalia Sarnataro

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