Roccavaldina è un borgo siciliano poco conosciuto che, tuttavia, è ricco di storia ed attrazioni. Si trova in provincia di Messina e vi si giunge lasciando la SS113 e salendo lungo la SP58. La sua storia è caratterizzata da incursioni e mutamenti apportati da popoli diversi. Vi sono poco più di 1000 abitanti e alcuni pregiati tesori, come la farmacia più antica della Sicilia.

Storia di Roccavaldina

Nacque come villaggio, sotto l’egida romana, nel 260 a.C., con casolari di fango e paglia e il nome di Pagus Lavina. Nel 476 d.C. Belisario, inviato dai Bizantini, prese in carico la gestione del villaggio, rinominato Casale del Conte. Sotto la dominazione araba divenne Rachal Elmerun, ma venne declassato a campo di rifornimento.

I Normanni misero in atto una vera e propria rifondazione, nel 1060, con la creazione di un feudo che aveva il fulcro nella Rocca. Dopo una serie di passaggi di proprietà nobiliari, si arrivò all’apice dell’oppressione borbonica.

Dopo l’avvento di Giuseppe Garibaldi e l’Unità d’Italia, Roccavaldina sviluppò una più marcata identità. Vennero realizzati l’acquedotto, la rete fognaria e il sistema di illuminazione a carburo, dando il via a una proliferazione economica e culturale.

Cosa vedere a Roccavaldina

All’imbocco di via Roma, si svolta a destra e, al termine di una salita, si arriva in uno slargo dove si affaccia lo splendido Duomo di San Nicolò, con la sua Torre Campanaria. È stato sulle macerie della Chiesa di Gesù e Maria, distrutta da un terremoto nei primi del XV secolo e di cui si hanno descrizioni sin dal tempo di Federico III di Aragona. Vi sono tre navate in stile fiorentino tuscanico, con tante cappelle lungo le campate sorrette da colonne corinzie, ricche di dipinti, statue marmoree e lignee. La Torre Campanaria è in stile rinascimentale con doppio ordine di celle campanarie sovrapposte.

Imboccando via Umberto I si arriva in piazza del Popolo, dove si erge il Castello. Si tratta di un’austera roccaforte, progettata dall’architetto fiorentino Cammillo Camilliani per essere un sicuro baluardo di difesa contro le scorribande saracene. Per questo motivo, vi sono cuniculi, pochi ingressi e piccole finestre.

L’ala realizzata nel Seicento esprime una concezione più legata al prestigio nobiliare di una residenza fastosa. Qui vi erano delle opere pittoriche di Caravaggio, andate purtroppo perdute. Nell’Ottocento il Castello venne svalutato e adibito a struttura detentiva. La Rocca venne danneggiata dal terremoto del 1908, ma in seguito vennero realizzati diversi restauri.

Come abbiamo anticipato, a Roccavaldina si trova la farmacia più antica della Sicilia. Risale al 1628 e vanta una preziosa collezione di ben 238 rari vasi farmaceutici e contenitori di medicamenti in ceramica e maiolica.

Foto Effems

Articoli correlati