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La protesta di cittadini e associazioni ambientaliste riaccende il dibattito sul futuro del litorale di Macari. Tra tutela del paesaggio, gestione dei flussi turistici e scelte amministrative, ci si interroga su quale modello di sviluppo adottare.

Perché cittadini e associazioni dicono no

Prosegue nel Trapanese la mobilitazione per la tutela del litorale di Macari, uno dei tratti di costa più suggestivi della Sicilia occidentale. Nei mesi scorsi, il via libera a un progetto promosso dal Comune di San Vito Lo Capo ha acceso un confronto tra istituzioni, associazioni ambientaliste e cittadini. Un confronto che oggi è entrato in una nuova fase con la nascita del comitato “Salviamo Macari”, deciso a opporsi a un’iniziativa che ritiene troppo invasiva per un’area di altissimo valore naturalistico.

Il ruolo di Legambiente e la nascita del comitato

Alla riunione costitutiva del nuovo comitato hanno preso parte anche rappresentanti di Legambiente Pizzo Cofano, che già nelle scorse settimane aveva sollevato pubblicamente dubbi e criticità sul progetto. Secondo Legambiente, l’intervento previsto rischia di alterare in modo irreversibile un equilibrio ambientale rimasto pressoché intatto per millenni, aprendo la strada a una trasformazione profonda del litorale.

Un paesaggio iconico della Sicilia occidentale

Il tratto costiero che unisce Macari e Castelluzzo è considerato uno dei paesaggi più iconici dell’isola. Un’area che ha conservato nel tempo un’identità ben precisa, a tratti selvaggia. Caratteristiche che hanno influito nella scelta come location per una popolare serie televisiva. Proprio questa notorietà, secondo i promotori del comitato, rischia oggi di diventare un fattore di pressione eccessiva. «Non può diventare l’ennesimo esempio di sviluppo distorto», affermano, denunciando una previsione di pressione turistica capace di compromettere la bellezza e l’equilibrio dei luoghi.

Cosa prevede il progetto comunale

Il progetto comunale, che aveva ottenuto una VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale) successivamente sospesa, prevede una serie di interventi strutturali e servizi turistici. Tra questi figurano l’ampliamento dei parcheggi esistenti fino a 50mila metri quadrati, la creazione di nuove aree attrezzate , servizi di noleggio di pedalò e canoe, spazi per manifestazioni e un’area fitness. Un insieme di opere che, secondo associazioni e cittadini, trasformerebbe il litorale in un vero e proprio “parco divertimenti”.

La posizione del Comune di San Vito Lo Capo

Di fronte alle critiche, il sindaco di San Vito Lo Capo ha difeso il progetto, sostenendo che l’obiettivo non sia la cementificazione, ma una regolamentazione necessaria per gestire in modo ordinato i flussi turistici e garantire servizi controllati. Una linea che punta sulla governance del turismo, ma che non ha placato le proteste, anzi le ha amplificate, soprattutto online. L’amministrazione comunale ha diffuso un post su Facebook per spiegare le sue ragioni.

«La salvaguardia del territorio è un dovere che portiamo avanti con responsabilità – ha dichiarato il Sindaco Francesco La Sala -. Ogni scelta viene presa con trasparenza, attenzione e nel rispetto dell’ambiente e dei cittadini». E, ancora, si legge: Non è nelle intenzioni di questa Amministrazione avviare alcuna forma di cementificazione o interventi speculativi. Il Progetto mira invece a garantire una fruizione ordinata e sostenibile del territorio, offrendo servizi essenziali per cittadini e visitatori, senza impattare sull’ambiente. L’obiettivo è rendere tutto conforme alla legalità, preservando le caratteristiche naturali del territorio.

Oltre 6mila firme per Macari

In pochi giorni, la petizione per fermare l’intervento (che si trova qui) ha superato le 6mila firme, segnale di una mobilitazione che va oltre il perimetro locale. Il neonato comitato ha delineato una strategia articolata.

Macari
Litorale di Macari

Tra gli obiettivi figurano la contestazione formale del progetto, il monitoraggio dell’iter autorizzativo, l’organizzazione di una mobilitazione permanente, l’approfondimento scientifico delle caratteristiche dell’area con il supporto di ricercatori indipendenti, la richiesta di un incontro con l’assessore regionale competente e la creazione di un coordinamento stabile tra comitati, associazioni e gruppi attivi sul territorio.

Tra i firmatari della petizione, tanti personaggi del mondo dello spettacolo – da Emma Dante a Beppe Fiorello – fino a diversi rappresentanti di enti universitari e di ricerca, dal CNR agli Atenei di Palermo, Bologna e Grenoble. Foto: Depositphotos.