Sono bastate appena 48 ore per dare un nome ai responsabili del raid vandalico che ha imbrattato la Scala dei Turchi di Realmonte. La candida scogliera di marna bianca, candidata a diventare Patrimonio dell’Umanità Unesco, è stata imbrattata con polvere di ossido di ferro rossa.

Trovati responsabili del raid alla Scala dei Turchi

Nell’arco di due giorni i carabinieri della compagnia di Agrigento hanno identificato gli autori dei danneggiamenti alla Scala dei Turchi. Nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 gennaio, la scogliera di marna bianca dell’Agrigentino è stata deturpata, con evidenti segni di colore rosso.

Un gesto che non è passato inosservato e che ha subito mobilitato le autorità e i cittadini. Le operazioni di pulizia, mandate avanti da alcuni volontari, si sono svolte in tempi record, così come le indagini che hanno fornito l’identità dei responsabili.

Le indagini in tempi record

La splendida falesia, nota in tutto il mondo per il suo candore, è anche candidata a diventare Patrimonio dell’Umanità Unesco. Era stata imbrattata con un materiale che è stato poi identificato come polvere di ossido di ferro rossa. La Procura di Agrigento aveva immediatamente aperto un fascicolo, inizialmente a carico di ignoti. L’ipotesi di reato è “danneggiamento di beni aventi valore paesaggistico”.

I carabinieri di Realmonte e quelli della compagnia di Agrigento, coordinati dal maggiore Marco La Rovere, hanno condotto un’attività investigativa veloce ma molto accurata, che ha portato a fare luce sull’identità degli autori del danneggiamento alla Scala dei Turchi. I dettagli verranno resi noti nelle prossime ore.

Musumeci: “Un vile atto di vandalismo”

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, aveva così commentato quanto accaduto presso la scogliera: «La Regione Siciliana si è subito attivata, assieme al Comune, con le sue strutture sul territorio, per mettere in sicurezza la Scala dei Turchi e ripulire l’area danneggiata in un luogo di rara bellezza, dopo il vile atto di vandalismo.

Il materiale rosso sversato è riconducibile a ossido di ferro in polvere e questo non ha costituito per fortuna un grosso rischio. Sul posto si sono recati i tecnici del Comune di Realmonte, due funzionari della nostra Soprintendenza e numerosi volontari. Li ringrazio tutti per il generoso atto di civismo e di scrupolosa responsabilità dimostrati». Foto: Regione Siciliana.

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