Settimana Santa in Sicilia, un momento intenso di fede e tradizione. Nel corso delle giornate che anticipano la Pasqua, in tutta l’Isola si susseguono gli appuntamenti legati al culto, che affascinano e richiamano moltissimi visitatori. I riti affondano le radici nella storia siciliana, richiamano alla memoria antiche usanze e riportano indietro nel tempo. Alcuni di questi sono molto conosciuti, altri un po’ meno, ma tutti sono indubbiamente carichi di fascino.

Celebre è di sicuro la processione dei Misteri di TrapaniSi comincia alle ore 14 del Venerdì Santo e si termina a 24 ore di distanza. È considerata una delle più lunghe in Italia: percorre le principali vie cittadine e rappresenta una ricostruzione della Via Crucis. Anche la Settimana Santa di Enna merita di essere vissuta. I riti risalgono alla dominazione spagnola e si concludono nella Domenica di Albis, cioè una settimana dopo il giorno di Pasqua.

Settimana Santa in Sicilia, tra fede e folklore

Tra gli eventi più particolari, rientra sicuramente U Ballu di Li Diavuli di Prizzi, in programma nel giorno di Pasqua. La località che si trova nel Palermitano propone un appuntamento che si caratterizza per l’unicità dei costumi e per la spettacolarità. Fede e Folclore si uniscono, nell’incontro-scontro tra cristianesimo e paganesimo, primavera e inverno, vita e morte.

Ballu di Li Diavuli foto Josè Provenzano

Unica nel suo genere è anche la Festa di li Schietti di Terrasini, nel Palermitano. Il nome anticipa già che i protagonisti sono gli scapoli, che devono dimostrare abilità e forza fisica per conquistare la loro amata. Per farlo, sollevano un albero di arancio amaro del peso di 50/55 chili, mantenendolo in equilibrio con una sola mano e facendolo roteare il più a lungo possibile. L’evento si tiene il sabato e la domenica di Pasqua.

A Castroreale, definito “balcone” sulle Isole Eolie, ha luogo la processione del Cristo Lungo, anche questa molto particolare. L’appuntamento si tiene il Mercoledì e il Venerdì Santo ed è riproposto anche il 23 e il 25 agosto. Così si ricorda la miracolosa liberazione della dal colera del 1854. Il simulacro del Santissimo Crocifisso, realizzato in cartapesta, è opera di un anonimo plastificatore siciliano del XVII secolo. Anche la Settimana Santa di Caltanissetta è davvero particolare.

Tra le tradizioni che uniscono fede e folclore rientrano anche gli Archi di Pasqua di San Biagio Platani, nell’Agrigentino. Gli Archi di Pasqua sono ufficialmente pronti dalla mattina di Pasqua e rimangono esposti durante le settimane seguenti. Per realizzarli, si utilizzano tantissimi materiali, tutti concessi dalla natura. Il risultato è colorato e suggestivo: archi, cupole e campanili, ricoprono il corso Umberto.

Foto in evidenza di Armando Caltagirone