di Nando Cimino

         Fra poche settimane si correrà la Targa Florio, mitica corsa automobilistica su strada che proprio quest’anno festeggia il suo centesimo compleanno. Non voglio in queste righe parlarvi ne del programma ne, ancor meno, degli aspetti tecnici o sportivi che lascio a quanti in questo settore hanno sicuramente molta più competenza del sottoscritto. Mi piace invece riportarvi  qualche curiosità e raccontarvi alcuni aneddoti che fanno da corollario alla storia di questa corsa; corsa che ha riempito per tanti anni, ai massimi livelli,  gli annali dell’automobilismo sportivo mondiale. Incominciamo con questa nota curiosa e non me ne vogliano adesso gli amici di Cerda, ameno centro agricolo conosciuto per i suoi prelibati carciofi; ma quanti di voi sanno che le note tribune, impropriamente dette di Cerda, in realtà nulla hanno invece a che fare con questa cittadina?  Si, proprio così; infatti tali tribune in cui per tanti anni fu posta sia la partenza che l’arrivo della famosa gara di velocità, appartengono al territorio di Termini Imerese e non a quello di Cerda. L’errata denominazione con cui tutti le conoscono si deve probabilmente al fatto che, le stesse tribune, si trovano a poche centinaia di metri dal posto dove, ancor oggi, è ubicata la stazione ferroviaria di quel paese; stazione che, si badi bene, ricade anch’essa nel territorio della Città delle Terme.  In pochi probabilmente sapranno anche che sempre a Termini Imerese, e per molti anni, fu posto pure il quartier generale della manifestazione; che si disputò per la prima volta domenica 6 Maggio del 1906,  prendendo il via dal rettilineo di Buonfornello e toccando anche alcuni centri delle Madonie. 

          

         Al Gran Hotel delle Terme, costruito proprio sul finire dell’ottocento su progetto del noto architetto Damiani Almejda, alloggiavano piloti e costruttori che, in attesa della gara, insieme al bel mondo della società palermitana si divertivano nell’organizzare sontuose feste. Il 5 maggio, vigilia della gara, il Giornale di Sicilia inizia il suo articolo in prima pagina scrivendo “Termini, la tranquilla industre cittadina specchiante su d’un golfo d’opale non si riconosce più……” E ne aveva motivo il cronista ad esprimersi così; le cronache del “Giornale di Sicilia” e de “ L’Ora” di quei giorni infatti riportano di come, per l’occasione, migliaia di persone erano giunte con ogni mezzo a Termini Imerese per portarsi poi sul circuito ed assistere alla gara. Esclusiva poi l’atmosfera al Grand Hotel delle Terme dove, tra una cena ed un ballo, si scommetteva anche sul vincitore. Tutte le attenzioni erano ovviamente  per la splendida Donna Franca Florio e le tante altre dame che, come si legge sempre sul Giornale di Sicilia, “gareggiavano in bellezza con originali  toilettes”.

         Altro episodio curioso ed imbarazzante che voglio citarvi, ma non so indicarvene con precisione l’anno (probabilmente negli anni venti quando vi partecipò più volte come pilota) , fu quello accaduto sempre al Grand Hotel delle Terme, con protagonista il grande Enzo Ferrari. Si racconta infatti che egli rimase chiuso  all’interno dell’ascensore, che si bloccò improvvisamente durante la salita, non volendone più sapere di ripartire nonostante le imprecazioni del futuro Drake.         Il percorso della prima Targa Florio misurava poco più di 440 Km e le strade attraversate dalla gara furono presidiate da oltre 3.500 uomini in gran parte carabinieri e soldati di fanteria. Vale la pena di  ricordare anche che il premio della 1^ Targa Florio vinta da Alessandro Cagno fu una Targa d’oro massiccio e trentamila franchi sempre in oro.    Niente male mi pare!

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