Una ricetta sontuosa, legata a un grande romanzo.

  • Il Timballo di Maccheroni del Gattopardo è una pietanza che racchiude il gusto dei tempi antichi.
  • È ricco di ingredienti e avvolto da una sfoglia.
  • Ecco qual è la sua storia e come si prepara.

Il Gattopardo è, senza ombra di dubbio, una delle opere più rappresentative della Sicilia. Il romanzo è indissolubilmente legato alla nostra isola: da essa ha tratto origine e per essa continua a essere un simbolo. Tra le pagine di Tomasi di Lampedusa, viene ricordata quella che narra di un celebre banchetto, durante il quale viene servita una pietanza iconica: il Timballo di Maccheroni del Gattopardo. Questo piatto è così importante, da avere una giornata tutta sua (nel mese di dicembre), durante la quale viene celebrato. I cuochi e gli appassionati di tutto il mondo si sono cimentati nella realizzazione della ricetta e alcuni l’hanno reinterpretata in chiave moderna.

“Il Principe – si legge nel romanzo – aveva sempre tenuto a che il primo pranzo a Donnafugata avesse un carattere solenne: i figlioli sotto i quindici anni erano esclusi dalla tavola, venivano serviti vini francesi, vi era il poncio alla romana prima dell’arrosto; e i domestici erano in cipria e polpe. Su di un solo particolare transigeva: non si metteva in abito da sera per non imbarazzare gli ospiti che, evidentemente, non ne possedevano alcuno. Quella sera, nel salone detto “di Leopoldo” la famiglia Salina, aspettava gli ultimi invitati. Da sotto i paralumi di merletto i lumi a petrolio spandevano una gialla luce circoscritta; gli smisurati quadri equestri dei Salina trapassati erano immagini imponenti come il loro ricordo”.

Ed ecco la descrizione del celebre Timballo di Maccheroni del Gattopardo, un piatto che da solo può sostituire un intero pranzo:

“L’aspetto di quei monumentali pasticci era ben degno di evocare fremiti di ammirazione. L’oro brunito dell’involucro, la fragranza di zucchero e di cannella che ne emanava, non era che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio”.

 

Nella ricetta originale è previsto anche l’uso di crema pasticciera, che tuttavia non includiamo.

Come fare il Timballo di Maccheroni di Tomasi di Lampedusa

Ingredienti per 6 persone

Per il ripieno

  • 500 g di maccheroni
  • 400 ml di sugo di carne
  • 1/2 pollo lessato
  • 100 g di funghi freschi o surgelati
  • 100 g di fegatini di pollo
  • 200 g di prosciutto cotto
  • 100 g di salsiccia
  • 120 g di pisellini primavera (lessati al dente)
  • burro
  • parmigiano grattugiato
  • 3 uova sode a fette
  • sale
  • pepe
  • tartufo nero

Per la pasta frolla

  • 400 g di farina
  • 200 g di zucchero
  • 200 g di burro a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale e cannella
  • 4 tuorli d’uovo

Preparazione

  1. Per preparare il Timballo di Maccheroni del Gattopardo, si comincia dalla frolla.
  2. Impastate velocemente con le mani tutti gli ingredienti della frolla, in modo da ottenere un composto omogeneo.
  3. Fatela riposare un’ora avvolta nella pellicola, dentro il frigo.
    Preparate delle polpettine grandi come nocciole, con 200 g di carne tritata di pollo lesso, un uovo, 100 g di prosciutto cotto tagliato a striscioline, 2 cucchiai di parmigiano, prezzemolo tritato e un pizzico di sale.
  4. Friggetele in abbondante olio di semi e tenetele da parte.
  5. Fate insaporire in un po’ di burro il pollo ed il prosciutto rimasti, entrambi tagliati a striscioline.
  6. Aggiungete i fegatini, le salsicce, i funghi, le polpettine, i pisellini e cuoceteli per qualche minuto.
  7. Trasferiteli in una casseruola con qualche cucchiaiata di sugo di carne e mescolate bene.
    Lessate i maccheroni al dente, scolateli e conditeli con il sugo di carne, il burro, abbondante parmigiano e fateli raffreddare a temperatura ambiente.
  8. Imburrate una tortiera ad anello e ricoprite il fondo e i bordi con un terzo della pasta frolla (stesa sottilmente e tagliata a striscioline. Va posizionata intrecciandola come un cestino di vimini). La pasta deve sporgere leggermente dai bordi, in modo che con facilità possiate chiudere il timballo con l’altro disco di pasta.
  9. Disponetevi sopra metà dei maccheroni, distribuitevi sopra la carne, le uova, spolverizzate con il parmigiano e il tartufo nero a lamelle.
  10. Coprite con il resto dei maccheroni.
  11. Ricoprite  con la pasta frolla avanzata, assicurandovi di premere bene i suoi bordi per farla aderire. Con i ritagli della frolla formate delle foglioline o qualunque forma vi piaccia per decorare.
  12. Spennellate la superficie del timballo con l’uovo sbattuto e fate cuocere per circa 45 minuti nel forno a 180°.
  13. Lasciatelo poi riposare per 10 minuti prima di togliere l’anello e servitelo subito.

Buon appetito!

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