È partito dalla Sicilia ed ha conquistato gli USA con le sue opere.

  • Sergio Furnari ha sempre amato l’arte ed è nato nella città siciliana delle ceramiche: Caltagirone.
  • Ha fatto suo un retaggio prezioso, esportando negli States il suo talento siciliano.
  • Le sue sculture e le sue piscine sono iconiche.

Da Caltagirone a New York, alla conquista degli States. La storia dello scultore Sergio Furnari non è esattamente il classico racconto di un immigrato siciliano che approda negli Stati Uniti e realizza il suo sogno, anche se, di fatto, è quello che è successo. Già da bambino creava figurine in terracotta: dopo aver studiato al Geometra, decise di frequentare l’istituto d’arte per la ceramica. Lavorava nelle botteghe ceramiche e, dopo il diploma, ha aperto una sua attività. Nel 1992, per la prima volta, è arrivato a New York, rimanendo molto colpito. Fu così che decise di trasferirsi – e all’inizio non fu facile. Inizialmente andava a proporre ciò che sapeva fare a ristoranti e attività italiane: pareti decorate, panche, piatti, fontane. Realizzò anche la prima piscina a Palm Beach, in Florida.

Le piscine e le sculture di Sergio Furnari

Sergio Furnari si fece conoscere per il suo stile, che richiama in modo originale i motivi dell’arte calatina. Ad apprezzare le sue opere furono molti personaggi famosi, come Robert De Niro, Al Pacino e Celine Dion. Fu lui a realizzare la piscina dipinta a mano più grande del mondo. Oggi vive ad Astoria, nel Queens, e gira l’America con il suo pick-up. Proprio una delle sue opere di New York è diventato simbolo della lotta al Coronavirus. Si chiama “Covid Hero Monument” ed è un’installazione mobile piazzata a Times Square.

Questo artista siciliano non ha mai dimenticato le sue origini. È a Caltagirone che si è formato ed è lì che ha sentito l’arte, un elemento sempre presente nella sua vita. Quella stessa arte, che lui trasforma in sculture, è stata riconosciuta e apprezzata negli Stati Uniti. Iconica la sua opera che si ispira alla famosa foto di Charles C. Ebbets “Lunch atop a skyscraper”, che lo fece conoscere sulle pagine dei quotidiani, a partire dal New York Times.

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