Ci addentriamo oggi alla scoperta dei luoghi del film Il Gattopardo, il colossal del 1963, diretto da Luchino Visconti e tratto dall’omonimo romando di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La pellicola richiese una lunga lavorazione, ma il risultato non deluse: vinse la Palma d’Oro come miglior film del 16esimo Festival di Cannes.

Tra Palermo, Ciminna e Catania

Partiamo dalla città di Palermo. Qui, nei vari set prescelti – come piazza San Giovanni Decollato, piazza della Vittoria allo Spasimo, piazza Sant’Euno e piazza della Marina – l’asfalto fu ricoperto di terra battuta, le saracinesche sostituite da persiane e tende, pali e fili della luce eliminati. Si rese inoltre necessario il restauro, avvenuto in 24 giorni, della Villa Boscogrande, che sostituì, per le scene iniziali del film, il palazzo dei Salina, le cui condizioni ne sconsigliavano l’utilizzo.

Anche per le scene girate nella residenza estiva dei Salina, il Castello di Donnafugata, si scelse un sito alternativo, Ciminna (nel Palermitano). “Visconti s’infatuò per la Chiesa Madre – spiega Caterina d’Amico – e il paesaggio circostante. L’edificio a tre navate presentava uno splendido pavimento in maiolica. L’abside decorata con stucchi rappresentanti apostoli e angeli di Scipione Li Volsi (1622) era inoltre provvista di scranni lignei del 1619 intagliati con motivi grotteschi, particolarmente adatti ad accogliere i principi nella scena del Te Deum. Il soffitto originale della chiesa, in parte danneggiato durante le riprese è stato poi rimosso e oggi non è più in sito.

Inoltre la situazione topografica della piazzetta di Ciminna sembrava ottimale, mancava solo il palazzo del principe. Ma in 45 giorni la facciata disegnata da Marvuglia fu innalzata davanti agli edifici a fianco della chiesa. L’intera pavimentazione della piazza fu rifatta eliminando l’asfalto e rimpiazzandolo con ciottoli e lastre”.

Gran parte delle riprese ambientate all’interno della residenza furono girate a Palazzo Chigi di Ariccia. Infine, varie scene sono state girate internamente ad alcune sale del rinomato Palazzo Manganelli a Catania, uno dei più prestigiosi della Sicilia.

L’indimenticabile scena del ballo è stata girata nel Palazzo Valguarnera-Gangi, a Palermo. In questo caso, il problema da affrontare era l’arredamento degli ampi spazi interni. Contribuirono generosamente all’opera gli Hercolani e lo stesso Gioacchino Lanza Tomasi con mobili, arazzi, suppellettili. Alcuni quadri (la stessa Morte del giusto) e altre opere artigianali furono commissionate dalla produzione. Il risultato finale valse uno scontato Nastro d’argento alla migliore scenografia.